SIENA, 06 GIU – Il via libera all'aumento di capitale da 2,471 miliardi di euro, suddiviso in 2 mld mediante emissione di azioni ordinarie, in un tempo massimo di 24 mesi, e 471 milioni di euro per il riacquisto di titoli 'FRESH 2003', entro 18 mesi, e' arrivato con il si' del 99,99% dei soci di Banca Monte dei Paschi presenti all'Assemblea straordinaria convocata oggi a Siena.
Ma questa volta il conto da pagare sembra salato per tutti se e' vero che lo stesso azionista di riferimento, la Fondazione Mps, con il suo presidente Gabriello Mancini parla di ''un costo importante'' e di ''conseguenze notevolissime''.
Per questo, assegna ai vertici di Rocca Salimbeni ''un ineludibile dovere'', quello di ''tornare rapidamente a crescere'', alla ''redditivita''', e anche di pensare, come hanno gia' fatto in Fondazione, a ridurre i compensi degli amministratori e dei dirigenti del Monte. In effetti sara' proprio la Fondazione, gia' scesa al 50,1%, del capitale, a pagare il costo maggiore dell'aumento deciso dai vertici della banca per restituire in anticipo i Tremonti bond (1,9 mld) e mettersi al riparo dai cordoni di Basilea 3. Un costo che poi ricadra', ha ricordato Mancini annunciando comunque il si' in assemblea, su tutta la comunita' senese che nei prossimi anni dovra' quasi sicuramente fare a meno delle erogazioni che Palazzo Sansedoni fino a qualche anno fa distribuiva con maniche larghe.
Quindi l'invito al presidente Giuseppe Mussari e al dg Antonio Vigni a far presto anche con il nuovo Piano industriale 2011-2015 che, oltre a prevedere un'ulteriore riduzione dei costi per la banca, punta a riportare utili consistenti, e un dividendo di 2 mld nel 2015. Messaggi che dalla banca accolgono quasi come un segno di fiducia, del resto il primo trimestre 2011 si e' chiuso con un utile di oltre 140 mln ''e nel secondo ci sono segnali positivi'' dice Vigni.
Ma con la situazione dei mercati, probabilmente, non mancano le preoccupazioni nonostante lo stesso dg guardi con fiducia anche al secondo semestre ''qualora le vicende dei mercati, e in particolar modo della Grecia, si sviluppino in maniera positiva''. Di certo il Monte vuole far presto e Mussari pensa che le operazioni per l'aumento possano partire entro fine mese: per domani ha gia' convocato il cda che deve esercitare la delega assegnatagli oggi dai soci.
Il presidente del Monte, in Assemblea, risponde sui compensi. E mentre per i vertici ricorda che la decisione spetta ai soci, invita a non pensare a ulteriori riduzioni, ''siamo gia' al limite'', negli emolumenti per il management ''altrimenti rischiamo di perdere la professionalita' di cui abbiamo bisogno''.
La Fondazione, per sottoscrivere l'aumento di capitale, oltre ai soldi incassati dalla vendita per 450 mln delle privilegiate (Mancini assicura che le vendita decisa la settimana scorsa ''ha evitato possibili speculazioni''), e dai 271 mln che dovrebbero entrare con la vendita del Fresh 2003, dovra' ricorrere all'indebitamento gia' autorizzato dal Tesoro. Una quota che potrebbe aggirarsi tra 350/400 mln di euro, e anche questo influira' non poco sulle future possibili erogazioni.
Per quanto riguarda gli altri soci sembra certo il si' all'aumento di capitale di Caltagirone (4,81% delle ordinarie), di Axa (4,56%), dei soci Salentini (2,9%), mentre il presidente del consiglio di sorveglianza di Unicoop, Turiddo Campaini, oggi ha evitato di rispondere ai giornalisti. Dal mercato dovrebbero arrivare 700/800 mln di euro.
