MILANO – L’agenzia di rating Moody’s ha declassato di nuovo Monte dei Paschi di Siena. Il rating della banca italiana è passato da Ba2 a Baa3, con una perdita di due gradini. La valutazione del titolo è quindi a livello spazzatura. E in Borsa il titolo perde il 6,2%, con 130 milioni di azioni vendute, per più dell’1% del capitale.
Nonostante l”iniezione di capitale da 1,5 miliardi di euro da parte del governo italiano, secondo Moody’s è molto probabile che Mps avrà bisogno di ulteriore aiuto esterno.
Già in precedenza gli stress test dell’Eba (l’Autorità bancaria europea) e della Banca d’Italia hanno mostrato che Mps “non è stata in grado di aumentare la propria base di capitale ai livelli richiesti”, ha scritto Moody’s in una nota, sottolineando che la qualità degli ”asset di Mps è debole e continuerà a peggiorare date le deboli prospettive di crescita dell’Italia per la parte restante del 2012 e per il 2013″.
Moody’s stima per l’Italia un “pil in calo fra il 2,5% e l’1,5% per il 2012 e una contrazione in una forchetta compresa fra il -1,0% e lo 0 nel 2013, con significativi rischi al ribasso che pesano sulle prospettive”.
”Al momento le pressioni al rialzo sul rating” di Mps ”sono limitate”, anche se ”meritano” di essere considerate ”l’esecuzione con successo del piano industriale” e una ”significativa iniezione di capitale da parte degli azionisti” mette in evidenza Moody’s, precisando che fra le pressioni al ribasso potrebbero invece figurare difficoltà nell’esecuzione del piano industriale e una debolezza della capacità dell’ ‘Italia di estendere l’appoggio sistemico”.
L’amministratore delegato di Mps, Fabrizio Viola, ha criticato la “tempistica” del downgrade, ”a tre mesi dal varo del piano industriale” triennale che, ”secondo le prime indicazioni va nella direzione auspicata”.