Nabucco. Gravi difficoltà minacciano il suo futuro

Il progettato tracciato del Nabucco

BERLINO, GERMANIA – La costruzione del gasdotto per gas naturale Nabucco, inteso a ridurre la dipendenza energetica europea dalla Russia, si trova di fronte a gravi difficoltà che minacciano il suo futuro, a giudizio di analisti e membri del consorzio che appoggia il progetto, a quanto scrive il New York Times.

Due i principali ostacoli: i costi di costruzione del gasdotto, lungo 3.300 km, sono schizzati alle stelle, e il consorzio non è ancora riuscito a trovare i fornitori del Nabucco, che dovrebbe trasportare 31 miliardi di metri cubi di gas naturale l’anno dal Medio Oriente e dalla regione caspica in Europa.

Funzionari dell’Unione Europea dicono che il 2011 è l’anno in cui si deciderà se procedere con il progetto o no. Il costo del Nabucco era stato originariamente stimato a 7,9 miliardi di euro, ma secondo uno studio della British Petroleum ora si parla di 14 miliardi, una somma che renderebbe il gasdotto non redditizio.

Il Nabucco trasporterebbe il gas attraverso la Bulgaria, la Romania e l’Ungheria fino a un centro di smistamento presso Vienna, da dove verrebbe distribuito ai clienti dell’Unione Europea. Allo stato dei fatti, secondo analisti e funzionari dell’UE, il consorzio di aziende energetiche dietro il progetto ha due possibilità.

Una è di abbandonare il progetto dopo un decennio di pianificazione e sviluppo, cosa che però impedirebbe all’Europa di diversificare le sue fonti energetiche e determinerebbe una perdita di prestigio nella sempre più importante regione caspica. Un’altra possibilità , scrive il Nyt, è collegare il Nabucco ad un altro gasdotto per renderlo più attraente per gli investitori, i fornitori di gas e i consumatori.

Il consorzio dietro il Nabucco include molte delle principali aziende energetiche europee: la RWE tedesca, la OMV austriaca, la MOL ungherese, la BOTAS turca, la Bulgaria Energy Holding e la Transgaz romena. Ma essendo Bulgaria e Romania ancora alle prese con l’impatto della crisi economica, non è affatto certo che le loro aziende energetiche statali potrebbero permettersi maggiori investimenti per il Nabucco.

A Vienna, quartier generale del progetto, un suo portavoce ha minimizzato le stime secondo cui i costi preventivati sarebbero saliti a 14 miliardi di euro, ed ha escluso la possibilità che la costruzione del Nabucco venga ritardata. Johannes Vetter, un portavoce della MOL ungherese, ha sottolineato che ”sul tavolo non ci sono ancora numeri definitivi”, aggiungendo che ”sapremo tra poche settimane se ci saranno ritardi”.

Ma le difficoltà non finiscono qui. Anche se il Nabucco fosse completato occorrerà trovare chi fornirà il gas. Il consorzio ha puntato le sue speranze sull’ Azerbaijan, che possiede vaste riserve, però non tutte ancora in grado di essere sfruttate. Il consorzio ha avviato negoziati per ottenere gas dal campo Shah Deniz II, ma il governo di Baku deve ancora decidere se vendere il suo gas a Nabucco o a qualche altro consorzio.

Così, la RWE tedesca è andata a cercare altrove e l’anno scorso ha firmato un accordo di cooperazione con il Kurdistan Iracheno, anch’esso ricco di gas naturale. L’obiettivo a lungo raggio della regione semi-autonoma è di fornire al Nabucco 20 milioni di metri cubi di gas l’anno, secondo quanto dichiarato dal ministro per le risorse Ashti Hawrami.

Ma per realizzare l’operazione il consorzio Nabucco dovrebbe costruire un altro gasdotto, lungo 550 km, attraverso la Turchia fino al gasdotto principale, cosa che farebbe ulteriormente lievitare i costi.

”Come la vedo io per come stanno le cose”, ha dichiarato Jonathan Stern, direttore delle ricerche sul gas presso l’Oxford Institute for Energy, ”Nabucco non avrà i 31 milioni di metri cubi di gas l’anno che vuole fino al prossimo decennio”.

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lgermini