Nervi tesi all'Eurogruppo. Salta la nomina Bce

ROMA – Nervi tesi all'Eurogruppo, ma, per una volta, non per uno scontro sulle regole anti-deficit o sui conti falsificati di qualche Paese che non riga dritto. Molto piu' banalmente, a rendere ''furioso'' – secondo le indiscrezioni – il presidente dei ministri delle FInanze dell'Eurozona, Jean-Claude Juncker, sarebbe stato uno sgarbo da parte austriaca: la ministra Maria Fekter stamani aveva anticipato alla stampa il compromesso raggiunto nel negoziato sul 'firewall' anticrisi europeo, 'bruciando' la conferenza stampa del lussemburghese.

Juncker, visibilmente irritato quando se ne e' andato dall'edificio dove si svolgevano le riunioni dei ministri, ha lasciato i banchieri centrali, i ministri e i membri della Commissione prima ancora che si discutesse la nomina al consiglio esecutivo della Bce al posto dell'uscente, per la quale e' favorito il suo connazionale Yves Mersch.

''La decisione non e' stata possibile. Sara' ritardata a meta' aprile'', ha detto Juncker lasciando i lavori senza tenere la consueta conferenza stampa, cancellata dalla presidenza danese dell'Ue. Il lussemburghese sarebbe stato visto poi fumare, e discutere animatamente al telefono, prima di entrare nel suo albergo dove ha spiegato che ''non aveva senso tenere la conferenza stampa perche' il ministro delle Finanze ha annunciato l'accordo mentre la riunione era ancora in corso''.

Protagonismi personali nei rapporti con la stampa, ripicche e questioni di carriera hanno fatto saltare i nervi in una riunione dai risvolti politici rilevanti, visto che il posto alla Bce rientra in un giro di nomine che include i vertici della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo e del fondo salva-Stati permanente, o 'Esm'. Se dovesse essere Mersch a prendere il posto dell'uscente Manuel Gonzalez-Paramo nel 'board' della Bce, sarebbe difficile per Juncker mantenere l'influente poltrona di presidente dell'Eurogruppo.

Secondo le indiscrezioni Wolfgang Schaeuble, il ministro delle Finanze tedesco, sarebbe in pole position per prendere il suo posto.

Personalismi e giri di poltrone che riflettono interessi nazionali rilevanti e divisioni ancora profonde sulla gestione della crisi.

A parte le resistenze tedesche a incrementare il fondo salva-Stati, oggi c'e' da registrare che la Bundesbank, rompendo il fronte unitario della Bce, ha deciso di non accettare piu' i titoli di Stato e i bond bancari garantiti da Grecia, Irlanda e Portogallo: la banca centrale tedesca e' la prima dell'Eurozona a proteggere il proprio bilancio dai rischi dei Paesi in difficolta', in aperta rottura con la decisione della Bce di aumentare la gamma di titoli accettabili come 'collaterale' per aiutare il settore bancario europeo.

I tedeschi temono che le banche commerciali 'malate' stiano spostando titoli di dubbio valore nei bilanci degli istituti centrali, esponendo cosi' i contribuenti a future perdite.

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Daniela Lauria