CARLOFORTE (CARBONIA IGLESIAS), 9 OTT – ''Pagheremo un caro prezzo lo straordinario boom del fotovoltaico in Italia, che gia' nel 2011 pesa 3 miliardi di euro l'anno, scaricati nelle bollette, sia domestiche che industriali, con la parte A3 della tariffa''. A dirlo, nella giornata di chiusura del 'Carloforte Green Workshop, e' il presidente di Nomisma Energia Davide Tabarelli, che in questa assise si e' definito ''un amico verde del petrolio''.
Le rinnovabili, ha aggiunto, ''hanno il grande pregio di fare democrazia, di creare reti di autoconsumo, ma poi in realta' non e' cosi' perche' siamo tutti collegati in rete. E storicamente l'economia del settore la fanno i grandi impianti''.
Tornando ai finanziamenti ''il fotovoltaico – a giudizio del presidente di Nomisma Energia Tabarelli – sta assorbendo troppe risorse; fondi che potevano essere destinati ad altre fonti rinnovabili quali eolico e biomasse, piu' efficienti, o ad altre tecnologie. Questa esplosione del solare, crescita da primato per l'Italia, e' in realta' un balzo inaspettato, e non ordinato all'interno di una gestione del meccanismo. Le risorse vanno gestite, ma in Italia manca una politica energetica e industriale. Non c'e' la forza politica per fare strategie e quindi prendere decisioni. E cosa ancor piu' grave non abbiamo gli attuatori. L'energia e' politica industriale. Nel 1997 abbiamo preso un impegno straordinario, siamo andati verso il mercato. E oggi, come succede in finanza, stiamo subendo l'Unione Europea senza avere la forza di fare strategie nel settore. E questo – ha concluso Tabarelli – ha dei costi che pagheremo tutti e tanto in bolletta''.
