ROMA – ''La legge appena approvata dalla Camera non vanifica il referendum sul nucleare. Anzi, lo rende ancora piu' necessario''. Lo dice in un'intervista a Repubblica l'avvocato Gianluigi Pellegrino che per il Pd e per il Movimento difesa del cittadino sta presentando in Cassazione le memorie per la conferma del referendum. ''Il trucco piu' eclatante e' al comma 5 – spiega – che, abrogando una norma del 2010, rende di nuovo possibile fare ricorso agli espropri per realizzare centrali nucleari anche da parte di imprese private. Cosi' il governo mantiene vivi i meccanismi che gli servono a costruire nuovi impianti, e tutela gli interessi delle lobby''. Il referendum, prosegue, ''chiede agli italiani di esprimersi contro le norme che rendono possibile l'installazione di una centrale nucleare. Cosi' ha chiarito la Corte costituzionale nella sua sentenza di gennaio. La domanda che dobbiamo porci e': con questa legge, supposto che il presidente della Repubblica la firmi, sarebbe ancora possibile? La risposta e' si''' e non solo per il comma 5. ''La possibilita' di costruire centrali nucleari e' prevista anche in altri due punti del decreto – aggiunge il legale -. Al comma 1 dell'articolo 5 si chiede una fase di approfondimento in tema di sicurezza affidandola all'Agenzia per il nucleare. Ma soprattutto, al comma 8, si affida al presidente del Consiglio l'approvazione di un piano di 'strategia energetica nazionale' che non esclude in alcun modo il ricorso al nucleare. E che non prevede alcun passaggio parlamentare''. ''Quel che sta accadendo – conclude – ci riporta al '78, quando il Parlamento cambio' leggi che erano oggetto di quesiti referendari. Una cosa che puo' fare, ma che e' considerata dalla stessa Consulta inopportuna''.
