PARIGI – Serve una maggiore uniformita' per i procedimenti in piu' giurisdizioni e premi alle imprese che adottano complessi programmi di compliance anti corruzione. Queste le idee avanzate da Massimo Mantovani, senior executive vice-presidente degli Affari Legali di Eni nel corso di un incontro sul tema corruzione nell'ambito del forum Ocse che ha rilevato come le imprese non vogliano sfuggire alla propria responsabilita' ma chiedono equita'. ''A seconda della giurisdizione in cui la societa' e' localizzata – afferma – ci possono essere differenti conseguenze. Premesso che neppur il migliore sistema anti-bribery puo' assicurare che non succederanno mai eventi corruttivi, i cosiddetti cattivi sono sempre fuori, nell'eventualita' che succeda potrebbe esserci una differenza di trattamento per le societa' a seconda di dove gli eventuali atti illeciti sono stati commessi''. ''C'e' un problema di uniformita': per rendere il contesto competitivo piu' uniforme tutte le societa' dovrebbero beneficiare, in particolare quelle piu' virtuose, di sistemi di esimenti di responsabilita'''. ''Inoltre c'e' un principio nella convezione Ocse – ha spiegato – che cerca di andare verso un sistema di concertazione in modo da evitare che ci siano dei procedimenti paralleli'' a differenza di quanto avviene nella pratica dove ''nella fase esecutiva nessuna giurisdizione vuole rinunciare al proprio ambito quindi a seconda di dove sei localizzato, di dove sono localizzate le tue societa' e delle nazionalita' dei tuoi dipendenti puoi avere uno, due o tre procedimenti che poi vanno a sovrapporsi con le conseguenze del caso''.