Offerte in contanti? Il parroco deve dire: “No, grazie. Mi faccia un bonifico”

BOLZANO – ''No grazie, mi faccia un bonifico'': e' quanto un parroco deve dire in futuro a un fedele che gli consegna una busta piena di banconote per la ristrutturazione del campanile. Il decreto Monti, che vieta pagamenti di oltre mille euro in contanti, e' stato introdotto per mettere al bando i soldi in nero, ma rischia di avere effetti negativi anche sulla generosita' dei parrocchiani. Per fare una offerta un po' piu' importante dovranno infatti recarsi in banca, non senza essersi prima fatto consegnare l'Iban del destinatario dell'opera di bene.

La diocesi di Bolzano ha riconosciuto in tempo i pericoli ai quali i suoi preti si potevano esporre, accettando ingenuamente offerte di un certo peso in contanti. Il periodico Folium Dioecesanum informa percio' degli obblighi del decreto Monti e mette anche in guardia dalle sanzioni.

''Le offerte alla parrocchia che superano l'importo di 999,99 euro devono essere versate sul conto bancario della parrocchia'', si legge nella circolare. ''In caso di non osservanza di queste norme – sottolinea la diocesi – la legge prevede sanzioni dall'1% fino al 40% dell'importo e comunque almeno di 3.000 euro''.

Il decreto riguarda anche i libretti di risparmio al portatore, che per esempio una pia donna potrebbe aver lasciato alla sua chiesa. ''I libretti – chiarisce il Folium Dioecesanum – devono essere notificati dalle banche al Ministero delle Finanze e all'Agenzia delle Entrate''. Si precisa comunque anche, che sono permessi depositi di importi superiori a mille euro effettuati dall'intestatario sul proprio conto, anche se ''in questo caso la banca, se ha fondati sospetti di riciclaggio di denaro o finanziamento del terrorismo, puo' chiedere al cliente la provenienza del denaro''. Una precisazione che non dovrebbe preoccupare troppo i sacerdoti altoatesini.

Sembra che ci sia comunque una alternativa (di certo poco allettante) per chi volesse evitare ad ogni costo di versare l'offerta tramite bonifico bancario: lasciare di nascosto i soldi nella cassetta delle elemosine. In questo caso pero' non potrebbe contare sulla gratitudine del parroco, che rimarrebbe appunto all'oscuro dell'identita' del benefattore.

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Daniela Lauria