ROMA – Per la prima volta in oltre dieci anni, i prestiti di oro delle banche centrali nel 2011 sono tornati a crescere, sia pure “di una quantità modesta” rispetto alle 700 tonnellate del 2010. A registrare la svolta è Gfms, autorevole società di consulenza specializzata in metalli preziosi.
La recente ripresa delle attività di lending, spiega Philip Klapwijk, direttore di Gfms, è molto probabilmente legata alla caccia al dollaro che si è scatenata negli ultimi mesi nell’Eurozona: le autorità monetarie hanno prestato oro a breve termine alle banche commerciali, che a loro volta l’hanno utilizzato come collaterale per ottenere liquidità in dollari.
Klapwijk non crede che le novità abbiano avuto un impatto rilevante sulle quotazioni del lingotto. Nel rapporto tuttavia Gfms anticipa che “il mercato dell’oro si sta avvicinando alle fasi finali della decennale corsa al rialzo”. “Quando lo scenario macroeconomico si modificherà e gli investimenti nel metallo si attenueranno, probabilmente a un certo punto del prossimo anno, assisteremo a una duratura ritirata dei prezzi”.
