ROMA – La settimana sui mercati internazionali si chiude nel segno dell’oro. Il metallo giallo ha macinato record a raffica sfondando anche la barriera dei 1.470 dollari l’oncia. Al Comex di New York l’oro con consegna a giugno è schizzato a 1.476,20 dollari l’oncia, mentre a Londra quello con consegna immediata è volato a 1.474,90 dollari. Nuovo rally anche per l’argento che ha visto i massimi da 31 anni superando quota 40 dollari l’oncia: le quotazioni hanno raggiunto i 40,48 dollari, il livello più alto da gennaio del 1980, anno in cui si registrò il record assoluto di 50,35 dollari a New York.
I timori sul riaccendersi dell’inflazione spingono gli investitori a trovare riparo nel bene rifugio d’eccellenza come il metallo giallo. Ne fa le spese il dollaro che scivola ai minimi sull’euro e sulla sterlina da gennaio 2010. La moneta unica europea scala la vetta degli 1,44 dollari, toccando quota 1,4444 dollari.
La sterlina si apprezza fino a 1,6428 dollari, registrando la quotazione piu’ forte dal 19 gennaio 2010. A marzo i prezzi alla produzione in Gran Bretagna sono aumentati più del previsto sull’onda del caro-energia e dunque appare probabile un rialzo dei tassi d’interesse da parte della Bank of England per contrastare l’inflazione. Infine, nuovo balzo dell’Euribor a tre mesi, all’indomani del rialzo dei tassi di interesse deciso dalla Bce: il tasso che le banche applicano fra loro per i prestiti trimestrali – e che viene preso come riferimento per indicizzare i mutui – è salito all’1,294% dall’1,280% di ieri, segnando i massimi dall’11 maggio 2009. In forte rialzo anche l’Euribor a una settimana passato dallo 0,921% a all’1,030% e quello a un mese salito all’1,077% dall’1,039%.