ROMA – Gli italiani, quando non pagano in contante, usano sempre più assegni a vuoto (+40%), carte prepagate e bancomat ma sempre meno carte di credito (- 2milioni di due anni). Queste le cifre che emergono dall’ultimo bollettino sul sistema dei pagamenti in Italia, pubblicato dalla Banca d’Italia.
Secondo i dati contenuti nel supplemento al bollettino statistico della Banca d’Italia nel nostro Paese dal 2011 le carte di credito sono passate da 14,6 milioni a 13,6 milioni con operazioni in aumento di numero (512milioni) ed entità (46,7 miliardi di euro). Le carte aziendali (scese da 1,6 milioni a 1,4 milioni) hanno registrato, al contrario, un calo consistente del numero di operazioni (da 88milioni a 73milioni) e di importo da 10,4 miliardi di euro a 8,8 miliardi. Continua invece la crescita delle carte di debito salite sa 37milioni a 39 milioni di unità e delle prepagate, strumento particolarmente apprezzato in Italia, che sono salite da 12 milioni a 14 milioni di unità. Il motivo di tanto successo è da ricercare nel fatto che sono carte solitamente gratuite per il cliente, azzerano il rischio di credito per la banca e obbligano il titolare a spendere non più di quanto ha effettivamente caricato sulla carta.
Altro dato in crescita quello sugli assegni revocati per mancanza di fondi, passati da circa 22 mila, a novembre 2011, a più di 37 mila a fine marzo. Nel Sud e nelle isole il numero di assegni revocati è ampiamente superiore a quello del resto del Paese.
