ROMA, 25 LUG – Rischio stangata per l'acquisto di beni di prima necessita', quelli che godono dell'aliquota Iva ridotta, tra i quali anche la prima casa.
Secondo i calcoli di Fiscoequo, un sito specializzato in tematiche fiscali, il taglio lineare delle agevolazioni fiscali del 5% nel 2013 e del 20% nel 2014, previsto dalla manovra economica appena varata, produrra' infatti una stangata su tutti beni di prima necessita'. L'aumento dell'Iva per pane, pasta, latte, zucchero sara' dell'80% nel 2014. L'imposta per l'acquisto della prima casa direttamente dal costruttore passera' dal 4% al 7,2%.
''La norma – si spiega in un approfondimento di Fiscoequo – funziona come clausola di salvaguardia, ma per ora c'e' e se non sara' modificata produrra' effetti dal 2013. E che effetti. Piu' un bene gode di un regime di favore, piu' l'aumento dell'imposta sara' pesante. L'aliquota Iva e' destinata a passare dal 4% al 7,2% per tutti beni di prima necessita' e dal 10% al 12% per gli altri beni agevolati. Un bel risultato se si pensa che l'ipotesi di aumentare l'Iva di un punto prevista dal ddl delega del governo per finanziare la riforma dell'Irpef, e' stata accompagnata con la clausola di verificarne gli effetti inflattivi. La norma avra' ricadute pesanti anche sull'acquisto della prima casa direttamente dal costruttore e nel settore dell'editoria che attualmente godono dell'Iva al 4%. E gli effetti sull'Iva non sono le sole stravaganze prodotte dal taglio lineare. Basti ricordare la doppia imposizione sull'assegno di mantenimento e il ritorno dell'Irpef sulla prima casa'' che Fiscoequo ha gia' denunciato in precedenza.
La disposizione, ''colpisce pesantemente i beni di prima necessita' come pane, latte, frutta, ortaggi, olio, pelati, burro, formaggi, latticini. L'imposta passera' dal 4% al 4,8% nel 2013 e, in modo definitivo, al 7,2% dal 2014''.
E la misura ''incidera' fortemente anche sull'acquisto della prima casa, se acquistata dal costruttore, oggi soggetta all'aliquota Iva del 4%. Ad esempio, per l'acquisto di una abitazione di 200.000 euro l'imposta passera' da ottomila euro a quattordicimilaquattrocento euro. Con un aggravio per il consumatore finale di circa seimilaquattrocento euro. Nella stessa misura saranno tassati anche giornali, libri e periodici (7,2%). Di fatto si avra' , a regime, l'incremento dell'Iva su questi beni di circa l'80%. Carni e pesci freschi e congelati, prosciutto, salumi, yogurt, miele, cioccolato, acqua minerale, birra, energia elettrica per uso domestico, alberghi, motel, campeggi, somministrazioni di alimenti e bevande (bar e ristoranti) passeranno dall'Iva al 10%, rispettivamente al 10,5% nel 2013 e, a regime, dal 2014 all'aliquota del 12%''. Questo, in estrema sintesi, ''e' lo scenario che si presente ai cittadini-consumatori italiani nei prossimi anni. Resta, infine – conclude Fiscoequo – la considerazione che non si hanno, invece piu' notizie dell' eventuale inasprimento della imposta sui beni di lusso come pellicce, gioielli, auto di lusso, imbarcazioni''.
