Roma – "Si è fatta molto crescere la precarietà in ragione del fatto che costava meno del lavoro ordinario. L'idea di unificare le aliquote contributive è nel solco di quella tesi che da sempre sosteniamo: se il lavoro è precario, o meglio se è flessibile, deve essere più costoso del lavoro ordinario. Dopo di che, una norma di questo tipo va fatta con molta attenzione perché, come noi ben sappiamo, in gran parte dell'attuale lavoro precario, la contribuzione la pagano direttamente i lavoratori. Ci vogliono quindi delle norme di esigibilità, altrimenti si costruisce un'altra trappola sugli stessi lavoratori precari". Lo ha detto il segretario della Cgil, Susanna Camusso, a margine della presentazione del Rapporto 2011 sullo Stato sociale presso la facoltà di Economia dell'Università La Sapienza di Roma.