Davide Colombo sul Sole 24 Ore spiega che l’armonizzazione delle pensioni potrebbe arrivare lunedì 9 settembre al Consiglio dei ministri:
“A un anno e nove mesi dall’entrata in vigore del decreto «Salva Italia», lunedì prossimo dovrebbe infatti arrivare in Consiglio dei ministri per il via libera definitivo il regolamento di armonizzazione che interessa i lavoratori marittimi, dello spettacolo (ballerini, attori e cantanti) e gli iscritti al fondo sportivi professionisti. Ma il provvedimento riguarda anche gli spedizionieri doganali, il cui fondo viene soppresso, il personale viaggiante del trasporto pubblico nonché i lavoratori poligrafici di aziende in crisi”.
I risparmi previsti dall’Inps tra il 2014 e il 2023 ammontano a 526,4 milioni di euro, ma rimangono esclusi dall’armonizzazione i comparti della Difesa e Sicurezza e dei vigili del fuoco, comporti che avrebbero accresciuto i risparmi sulla spesa della pensione, spiega Colombo:
“È facile immaginare come sarebbero cresciuti i risparmi sulla spesa pensionistica con l’inclusione anche di questi comparti che, nel loro insieme, contano su circa 500mila addetti, pari al 15% dei dipendenti pubblici”.
Ma come cambieranno le regole del pensionamento? Per i marittimi la pensione di vecchiaia scatterà con 5 anni di anticipo:
“Per i marittimi il diritto alla pensione di vecchiaia arriva con cinque anni di anticipo rispetto ai requisiti anagrafici generali, mentre per l’anzianità speciale riconosciuta a chi ha almeno 10 anni di “effettiva navigazione” o di “servizio di macchina” o di “stazione radiotelegrafica”, dai 56 anni (con 20 di contributi) si passerà dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2017 a 57 anni, mentre dal 2018 si salirà a 58 anni”.
Nel mondo dello spettacolo invece cambiano le regole per ballerini, attori e cantanti:
“Per ballerini e tersicorei l’età di pensionamento di vecchiaia sale di un anno, da 45 a 46, mentre per gli attori è previsto l’aumento da 63 a 64 anni, sempre dal 1° gennaio prossimo. Le attrici vedranno cambiare i requisiti anagrafici con più gradualità: un anno ogni due, per allinearsi all’età pensionabile degli uomini nel 2022. Adeguamento anche per i cantanti con il sistema di calcolo misto della pensione: andranno in vecchiaia a 61 anni, da gennaio, gli uomini mentre per le donne c’è una scalettatura da 57 a 61 sempre entro il 2022”.
L’adeguamento per gli sportivi professionisti è anch’esso previsto entro il 2022:
“Alla stessa data è previsto l’allineamento graduale uomo-donna per gli iscritti al fondo sportivi professionisti: a 53 anni gli uomini subito, da 49 a 53 le donne”.
Il nuovo sistema poi riguarderà anche i poligrafici delle aziende in crisi:
“Per i lavoratori poligrafici di aziende in crisi, infine, il prossimo gennaio passa da 32 a 35 anni il requisito contributivo necessario per il ritiro anticipato, venendo a cadere il vecchio abbuono di tre anni. Il requisito contributivo sale ulteriormente a 36 anni nel 2016 e 37 anni nel 2018”.