Pil, Istat: vola nord-est (+2,1%). Arranca il sud, +0,2%

ROMA, 6 GIU – Nel 2010, anno in cui il Pil italiano e' tornato a crescere con un aumento dell'1,3%, e' stato il Nord-Est l'area geografica piu' in salute, con una crescita del 2,1%. E' quanto evidenzia l'Istat nella 'Stima anticipata di alcuni aggregati economici nelle ripartizioni geografiche'.

Superiore alla media nazionale anche l'andamento del Nord-Ovest (+1,7%) e in linea con essa quella del Centro (+1,2%). Il sud, invece, mostra una certa difficolta' di recupero, con una crescita di appena lo 0,2%. Nel Nord-Est, all'incremento del Pil ha contribuito principalmente il settore industriale, con un aumento del 3,9% (+2,8% la variazione media nazionale). Significativo, spiega l'Istituto di statistica, e' stato anche l'apporto dei servizi (+1,6%, contro il +1,0% della media nazionale) e del settore agricolo (+1,5%, a fronte del +1,0% della media nazionale). Anche nel Nord-Ovest e' stata l'industria ad aver segnato la ripresa piu' marcata del valore aggiunto (+3,7%).

Segue il settore terziario (+1,2%) e, quindi, l'agricoltura, con un incremento dello 0,9%.

Il Centro e' la ripartizione geografica in cui gli effetti della crisi economica nel 2009 erano stati piu' contenuti: pertanto, anche l'intensita' della ripresa nel 2010 e' risultata piu' moderata (+1,2%). Solo il comparto dei servizi ha presentato una crescita del valore aggiunto (+1,2%) superiore a quella media, mentre il settore industriale ha segnato un aumento del 2,3% e l'agricoltura ha fatto registrare un arretramento (-0,5%).

Il Mezzogiorno, infine, e' la ripartizione che mostra la maggiore difficolta' di recupero. Il Pil e' aumentato, infatti, di appena lo 0,2%, a fronte di un incremento complessivo dell'1,7% del Centro-Nord. Il settore che ha segnato maggiormente il passo e' quello industriale: in presenza di una incisiva ripresa a livello nazionale, l'industria del Mezzogiorno ha fatto registrare una flessione del valore aggiunto dello 0,3%.

Solamente l'agricoltura ha sperimentato un aumento del valore aggiunto (+1,4%) superiore alla media nazionale, mentre nel settore terziario la crescita e' stata estremamente contenuta (+0,3%).

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Emiliano Condò