ROMA – Un nuovo indicatore affianca il Pil nell'interpretazione dell'economia italiana. E' il Piq, il prodotto interno qualita' sviluppato da Symbola e Unioncamere considerando le diverse dimensioni del valore qualitativo di un settore, dall'innovazione alla sostenibilita' ambientale e sociale. Le sorprese non mancano, con la chimica che sorpassa i domini tipici del made in Italy come il tessile e l'alimentare.
Complessivamente quasi meta' del prodotto interno lordo (46,9%) deriva dalle produzioni di qualita': la creativita', l'ambiente, la bellezza e il lavoro dignitoso valgono infatti 441.869 milioni di euro.
Il nuovo misuratore supera il 50% della produzione solo in agricoltura (53,8%) e nelle utility energia elettrica acqua e gas (50,5%). E' alta anche la produzione di qualita' nel manifatturiero (48,2%), soprattutto per la chimica, l'elettronica e la meccanica, mentre e' piu' bassa nelle costruzioni (43,8%).
I servizi sono a un livello intermedio (46,4%) ma per la loro dimensione contribuiscono da soli al 64% del Piq nazionale.
Lo sviluppo di nuovi indicatori da affiancare al Pil ''non e' un divertissement – ha detto il presidente dell'Istat, Enrico Giovannini – perche' la qualita' e' ancora piu' importante della riduzioni del deficit o del debito per la crescita del Paese''.
Il coordinatore scientifico del Piq, Luigi Campiglio dell'Universita' Cattolica di Milano, ha aggiunto che si puo' attribuire la perdita dell'ultimo decennio di crescita del Paese al ''logoramento del premio di qualita' di cui abbiamo goduto in passato, che significa meno vantaggi competitivi, meno buon lavoro e meno investimenti''.
E' anche per questo, secondo il segretario generale di Unioncamere, Claudio Gagliardi che ''la qualita' e' la dimensione decisiva su cui si gioca il futuro del Paese''.