MILANO, 13 LUG – Un'altra puntata nella vicenda della possibile cessione della Pininfarina: il finanziere francese Vincent Bollorè, già partner della società italiana in business collaterali, avrebbe fatto un altro passo avanti per rilevare tutto il gruppo presentando alle banche creditrici le linee guida di una possibile acquisizione.
Alle indiscrezioni di stampa la Borsa ha creduto e il titolo ha vissuto una seduta di fortissimi acquisti, concludendo con un aumento del 30% tra scambi molto superiori alla norma.
A poco serve che né Pininfarina né il finanziere bretone confermino ufficialmente. Il gruppo Bollorè infatti ''non intende fare commenti'' sulle indiscrezioni de 'Il Sole 24 Ore' che parlano di un sostanziale via libera delle banche creditrici all'acquisizione, spiega da Parigi un portavoce della società.
E' in realtà una storia che sta andando avanti da tempo e per la quale da tempo le banche creditrici stanno cercando una soluzione. Tre anni fa la famiglia Pininfarina si accordò con Intesa SanPaolo, Unicredit, Ubi banca, Monte dei Paschi, Italease, Fortis e Selmabipiemme per la ristrutturazione del debito da 600 milioni di euro.
Le banche presero in pegno la quota dello storico marchio dell'automobile e del design controllata dalla famiglia, quindi nel settembre 2009 la società diede mandato a Banca Leonardo per valutare la cessione del pacchetto azionario controllato o sul mercato o tramite una trattativa riservata.
Trattativa che sembra ora essere arrivata a una svolta, con le banche che avrebbero esaminato informalmente le proposte di Bollorè, il quale però non avrebbe ancora presentato una proposta formale di acquisto.
I passi di avvicinamento ci sono stati tutti: il finanziere francese ha già rilevato il 100% della joint venture per l'auto elettrica e ha firmato un accordo industriale da 30 milioni in tre anni per l'affitto di un impianto Pininfarina. E mai ha smentito un suo interessamento: prima parlava di essere pronto a un investimento non superiore a ''qualche decina di milioni'' e a inizio giugno specificava che Pininfarina ''deve restare un gioiello italiano, a cui noi vogliamo partecipare''.
Le indiscrezioni su nuovi passi avanti nella vicenda sono così bastate agli operatori di Borsa dove il titolo, che ha registrato lunghi passaggi in asta di volatilità, è salito del 30,6% finale a 4,39 euro. Boom anche per gli scambi: nella seduta sono passate di mano oltre 655mila azioni, contro una media quotidiana dell'ultimo mese di Borsa di 72mila 'pezzi'.
