Pitruzzella (Antitrust): “Nessun freno al decreto liberalizzazioni”

ROMA – ''Non ho la sensazione che il Parlamento proceda a rilento sulle liberalizzazioni o, peggio, che stia frenando sul decreto. Credo al contrario che la tabella di marcia sarà rispettata''. E' quanto afferma al Mattino, Giovanni Pitruzzella, presidente dell'Antitrust, sul via libera al decreto del governo.

Pitruzzella si dice d'accordo con la stretta alle frodi nelle assicurazioni prevista dela decreto: ''Nei prossimi mesi – annuncia – presenteremo i risultati di un'indagine conoscitiva sul settore assicurativo di cui al momento non posso anticipare nulla ma che, tra l'altro, potrà fornire qualche spunto a favore dell'introduzione di misure in grado di accrescere il livello di responsabilità delle compagnie sul versante delle frodi. I costi per i consumatori continuano ad essere troppo elevati, specie al Sud. E non sembra che ci siano particolari incentivi per le compagnie a contrastare le frodi''.

''Sulle professioni – continua Pitruzzella – sono gia' stati fatti molti passi. E non credo che la polpa del decreto stia in questo settore''. ''Le liberalizzazioni – aggiunge – non devono essere punitive''.

Sulle prossime liberalizzazioni da attuare, Pitruzzella spiega: ''La separazione tra Eni e rete gas gestita da Snam l'avevamo indicata a gennaio nella segnalazione inviata al Parlamento e al governo. Si tratta di favorire la concorrenza senza, ovviamente, svendere patrimoni aziendali che penalizzerebbero gli azionisti. Quanto all'eventuale sdoppiamento delle Poste, anche in questo caso abbiamo indicato un possibile percorso. Ma non illudiamoci che possa bastare un atto per cambiare radicalmente la struttura di un'economia così ricca di vincoli e barriere all'ingresso nei mercati. Le liberalizzazioni costituiscono un processo. L'importante è che si sia partiti col piede giusto''.

''La componente fiscale – aggiunge poi sul costo del carburante – incide notevolmente sul prezzo della benzina e probabilmente non è riducibile in tempi brevi''. ''Un regolatore indipendente – osserva ancora il presidente Antitrust – è uno strumento essenziale per accrescere la concorrenza nel settore ferroviario. I taxi? Avevamo proposto che l'Autorità dei trasporti si occupasse anche di loro''.

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Daniela Lauria