ROMA – Le convergenze tra Pdl, Pd e governo sulle liberalizzazioni fanno gridare Idv all'''inciucio'', anche per la dichiarazione di inammissibilita' di un emendamento sulle frequenze Tv; ma esse portano anche ai primi voti in commissione Industria del Senato, che sta esaminando il decreto. Rimangono distanti invece le posizioni su alcuni temi caldi, come le professioni, le farmacie e il tribunale delle imprese, i cui articoli sono stati accantonati. A parlare di ''prime convergenze'' e' stato il sottosegretario allo sviluppo, Claudio De Vincentis, alla chiusura della fase dell'illustrazione degli emendamenti da parte dei presentatori. E ''fiducia sull'andamento dei lavori'' l'ha espressa il capogruppo del Pdl in commissione, Enzo Ghigo.
E cosi' nella serata, dopo una lunga riunione tra lo stesso De Vincenti e i due relatori, Simona Vicari (Pdl) e Filippo Bubbico (Pd), la commissione ha espresso i primi voti approvando tre articoli e alcuni emendamenti. Inoltre i relatori hanno presentato un emendamento di sintesi su un altro articolo riguardante le srl speciali, quelle che i giovani Under 35 potranno costituire con un solo euro di capitale.
Inoltre il presidente della commissione, Cesare Cursi (Pdl) ha dichiarato non ammissibili altri 341 per estraneita' di materia. Tra questi quelli sull'asta delle frequenze Tv. Antonio Di Pietro ha accusato il governo di essere ''prigioniero di Berlusconi'', mentre il Pd, con Vincenzo Vita, pur ammettendo che il tema era estraneo al decreto, ha chiesto all'esecutivo di inserire la norma in un altro provvedimento.
Idv, con la capogruppo in commissione industria, Patrizia Bugnano, accusa Pd, Pdl e governo di ''inciucio'' visto che le mediazioni le stanno costruendo i due relatori e l'esecutivo in riunioni al di fuori della commissione. In effetti Ghigo ha confermato le indiscrezioni di ieri circa alcune intese su taxi, assicurazioni e banche. Ma il cammino e' lungo tanto che lo stesso esponente del Pdl ha annunciato l'accantonamento di tre articoli riguardanti temi su cui le posizioni sono distanti, e cioe' professionisti, farmacie e tribunali delle imprese.
Su quest'ultimo tema, durante la seduta sull'illustrazione degli emendamenti, il sottosegretario alla giustizia Andrea Zoppini ha espresso la disponibilita' del governo ad accogliere modifiche, in particolare aumentando il numero delel sedi rispetto alle 12 previste dal decreto.
Ma Il nodo piu' complicato rimane l'articolo 9, quello sulle professioni. Gli emendamenti all'articolo sono 180 e quasi tutti gli esponenti del Pdl sono intervenuti nelle loro illustrazione, a partire da Filippo Berselli, presidente della commissione Giustizia, la quale nel suo parere ha bocciato il decreto. Gli emendamenti chiedono di ripristinare le tariffe minime, di togliere il tetto di 18 mesi per il tirocinio, di eliminare la possibilita' che questo venga effettuato durante gli ultimi 6 mesi dell'universita', di abrogare l'obbligo della pattuizione scritta della parcella da parte degli avvocati, e l'abrogazione della nullita' di un accordo sulla parcella che faccia riferimento ai parametri.
''Per noi che ci occupiamo solitamente di bulloni – ha ironizzato Ghigo – sentire tutti gli avvocati parlare di queste cose, e' stato un po' strano''. Ma il piglio degli avvocati presenti in Senato lascia intendere che la commissione Industria dovra' occuparsi a lungo di loro.
