Prodi: “Le banche facciano di più per la ripresa economica”

ROMA – ''Il Governo deve dare l'esempio di volere operare'' per il rafforzamento del sistema bancario ''riducendo lo spaventoso debito delle pubbliche amministrazioni nei confronti dei fornitori'' e poi pretendendo ''che le banche si dedichino con maggiore energia a favore della ripresa economica''. E' un passaggio dell'editoriale di Romano Prodi sul Messaggero incentrato sul ruolo delle banche nella crisi.

Il governo, aggiunge l'ex premier, ''non puo' tuttavia gettare sulle spalle delle banche pesi impropri come il costo dei conti correnti resi obbligatori per i pensionati o altri obblighi riguardo ai quali si e' dovuto fare marcia indietro per non creare una pericolosa penalizzazione all'intero sistema creditizio. A queste condizioni si puo' esigere che una parte crescente della liquidita' fornita dalla Bce sia dedicata direttamente al rilancio dell'economia''.

All'inizio, ricorda Prodi, il giudizio sulle banche italiane ''era meno drammatico'', perche' ''i nostri istituti di credito non si erano imbottiti di titoli tossici e tenevano in portafoglio soprattutto titoli di Stato''. La situazione e' cambiata con le disposizioni di Basilea 3, per cui ''il capitale delle banche italiane e' stato repentinamente ritenuto inadeguato a causa della caduta della quotazione dei titoli del debito pubblico tenuti in portafoglio''.

L'intervento della Bce ha impedito il crollo del sistema bancario della zona euro, spiega Prodi, ma ci sono stati ''scarsi effetti'' sulla quantita' di credito erogato dal sistema bancario italiano alle imprese e alle famiglie.

Tuttavia, precisa l'ex premier, le banche italiane ''a differenza delle consorelle tedesche, francesi e britanniche non hanno avuto alcun aiuto da parte dello Stato'' e ''hanno livelli di impieghi nei confronti delle famiglie e delle imprese percentualmente superiori rispetto alle consorelle straniere''.

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Maria Elena Perrero