ROMA, 23 GIU – Prima il rating sovrano, poi quello degli enti locali e delle societa' partecipate dallo Stato, e ora l'allarme tocca le principali banche italiane. E anche la Cassa Depositi e Prestiti. Moody's prende di mira il sistema creditizio nel giorno in cui lo 'spread' del debito italiano si avvicina al record, e minaccia: siamo pronti a tagliare il merito di credito di 16 banche.
L'agenzia di rating americana – si legge in una nota – ha messo ''sotto revisione per un possibile downgrade'' il rating sul debito di 16 banche italiane, di pari passo con quanto fatto con il rating 'Aa2' della Repubblica italiana venerdi' scorso. Fra gli istituti Intesa Sanpaolo, Cassa di risparmio di Firenze, Montepaschi, Cassa depositi e prestiti, Banco popolare, Bnl, Cassa di risparmio di Parma e Piacenza. E, ancora, Friuladria, Carige, Banca Sella e altri istituti di minori dimensioni.
Per altre 13 banche – avverte poi Moody's – le prospettive sul rating passano da 'stabili' a negative'. A rischiare il downgrade piu' nel lungo termine sono Ubi, Italease, Credito Emiliano, Credito Valtellinese, Banca popolare di Spoleto e altre. Unicredit, Banca popolare di Milano, Dexia, Efibanca e altri istituti – avverte poi Moody's – avevano gia' il rating sui depositi con prospettive negative o sotto revisione per un possibile downgrade: ''di conseguenza – si legge nella nota – il rating di lungo termine sul debito e i depositi potrebbe essere abbassato''.
I rating di alcuni istituti – e' la motivazione dell'agenzia in una nota – sono sensibili a cambiamenti anche relativi ''nell'affidabilita' creditizia del governo e nella sua capacita' di sostenere le banche''. Sul debito non garantito di alcune banche, poi, pesano i nuovi orientamenti internazionali in tema di fallimenti bancari. Fra le ragioni addotte da Moody's, poi, si cela un ragionamento sulla minore ''volonta' dei governi di sostenere il debito senior (garantito) delle banche piu' piccole e meno importanti dal punto di vista sistemico'', anche se in Italia l'orientamento politico ''non e' tale da giustificare un peggioramento del rating in questo momento''. In ogni caso i rating di 34 banche italiane ''sono messi a rischio da un simile cambiamento a livello governativo nel lungo termine'': fra queste, Banca Monte dei Paschi di Siena, Banco popolare, Bnl, Cassa di risparmio di Parma e Piacenza, Mps Capital Services, Carige, Banca Sella, Friuladria. Infine anche la Cassa Depositi e prestiti viene messa sotto controllo per un possibile downgrade del rating di lungo termine attualmente pari ad Aa2.
La doccia fredda arriva il giorno dopo l'allarme ''rosso'' lanciato da Jean-Claude Trichet, presidente della Banca centrale europea, sulla stabilita' finanziaria europea. La crisi greca sta mettendo a nudo la connessione sempre piu' stretta fra tenuta dei bilanci pubblici e solidita' delle banche, che spesso e volentieri hanno in pancia ingenti quantita' di titoli di Stato. In Italia, dopo il rating sovrano, era toccato lunedi' a Enel, Eni, Finmeccanica, Poste e Terna; poi a ben 23 enti locali, anch'essi messi sotto esame. A maggio era stata Standard & Poor's a mettere in negativo il rating sull'Italia e, successivamente, su Mediobanca, Bnl, Findomestica e Intesa Sanpaolo.
