Torino – C'è attesa per la decisione del comitato esecutivo di Rcs, riunito oggi per valutare la cessione di sei testate periodiche, Novella, Visto, Astra, Ok Salute, Max e Il Mondo. Ad aggiudicarsi la partita potrebbe essere Satiz srl, controllata del gruppo Ilte di Vittorio Farina (a suo fratello, Mario, fanno capo Metro e DNews), secondo quanto si apprende da fonti vicine al dossier, secondo le quali Luigi Bisignani sarebbe dentro la Ilte formalmente come semplice dipendente, o come consulente, anche se evidentemente con un ruolo di primo piano, se agli inquirenti dell'inchiesta sulla P4 ha detto: "Ho sicuramente segnalato il Mazzei al professor Tremonti per fargli ottenere la nomina di presidente. Con il Poligrafico la Ilte è in rapporti per il modello unico. Non mi risulta che siano state conferite utilità a dirigenti del Poligrafico da parte della Ilte". Proprio per il coinvolgimento di Bisignani, attualmente ai domiciliari per lo scandalo P4, il comitato potrebbe stabilire di rinviare la decisione. Lo scenario comunque sarebbe quello di una Rcs che rinuncia a sei delle sue testate più importanti per lasciar nascere un nuovo gruppo editoriale che farebbe capo alla Ilte. Interessato alla cosa sarebbe anche Alberto Donati, un ex dirigente del gruppo Rcs, che si è fatto avanti con il gruppo Veneziani, editore di Stop, e un fondo finanziatore. La cessione sarebbe legata al cattivo andamento dei conti delle sei testate, che generano un fatturato di 28 milioni di euro, ma sono in perdita per circa 4,5 milioni. A confermarlo stamane è stato l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, con l'istituto tra gli azionisti della società editoriale, spiegando che "nel piano di Rcs c'è una riduzione di attività che sono strutturalmente in perdita". Sull'ipotesi di cessione ci sono grandi tensioni dentro l'azienda. Il comitato di redazione ha pubblicato ieri un comunicato contro "qualsiasi ipotesi di smembramento del gruppo. E ancor più a ipotesi che possano coinvolgere interlocutori assai poco affidabili dal punto di vista della futura stabilità occupazionale dei colleghi delle testate che potrebbero trovarsi coinvolte". I cronisti, si legge nella nota, "diffidano l'azienda dal proseguire su questa strada e si aspettano una decisa smentita da parte dei soci che domani (oggi, ndr) si riuniranno nel comitato esecutivo. Una smentita che a questo punto appare improcrastinabile anche a tutela del buon nome delle testate giornalistiche e del gruppo editoriale". I giornalisti, conclude il comunicato, "si riservano ulteriori forme di mobilitazione a tutela e garanzia dell'occupazione, dell'indipendenza e dell'autonomia professionale". Sulla vicenda è intervenuta anche la Fnsi, il sindacato nazionale della categoria. "La Federazione nazionale della stampa e l'Associazione lombarda dei giornalisti – si legge in un comunicato – esprimono profonda preoccupazione e netta contrarietà al progetto di vendita di alcune testate periodiche di Rcs, che sarebbe oggi al vaglio del comitato esecutivo del gruppo e, nei prossimi giorni, dell'assemblea straordinaria e del consiglio di amministrazione". Ma cos'è Satiz? E' una azienda fondata a Torino nel 1934 inizialmente specializzata nella zincografia (Satiz è l'acronimo di Società Anonima Torinese Industrie Zincografiche). Negli anni successivi diventa il polo editoriale del gruppo Fiat, di cui, dagli anni Novanta, gestisce le pubblicazioni tecniche ed istituzionali. Uscita dall'orbita della holding torinese, che rimane uno dei principali clienti, fu acquisita nel 1999 dalla americana Msx International, guidata allora da Marino Quadrino, ex dirigente Fiat. Nel 2007 tornò poi in Italia, con l'acquisizione da parte di Ilte. L'intero gruppo Ilte, secondo quanto riporta l'azienda sul proprio sito, ha registrato nel 2008 un fatturato superiore a 194 milioni di euro e conta oltre 1000 dipendenti.
