ROMA – Dieci giorni di tempo per nuove valutazioni sui siti di Riano e di Corcolle, scelti per sostituire la maxidiscarica romana di Malagrotta che dovra' chiudere a giugno, affidate a una ''struttura tecnica'' guidata dal governo. Cabina di regia che riprendera' in mano anche le altre soluzioni proposte dalla Regione e a suo tempo scartate dal commissario di governo. Lo ha deciso il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, che oggi ha incontrato in un ministero assediato dai comitati anti-discarica il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il presidente della Provincia Nicola Zingaretti e la governatrice del Lazio Renata Polverini, oltre al prefetto-commissario Giuseppe Pecoraro. Ha dato loro appuntamento al 22 marzo, quando la nuova squadra, di cui faranno parte i tre enti locali e la struttura commissariale, potra' fare il punto sulla nuova valutazione tecnica ''per trovare una soluzione di garanzia per tutti''.
La goccia che ha spinto il governo a intervenire e' stata la recente conferenza dei servizi su Corcolle, nei pressi di Villa Adriana: di fronte al no sia del Mibac che dell'Autorita' di bacino non era piu' possibile far finta di niente. Troppi i vincoli, troppo il rischio di nuove censure Ue, inaccettabile che anche ''per ragioni politiche si possa rischiare l'emergenza rifiuti a Roma: non lo vogliamo, non possiamo permettercelo, faremo di tutto per evitarlo''.
Per cui, con buona pace di Italia Nostra che ne chiede le dimissioni e dei comitati (''le istituzioni rappresentano anche loro''), Pecoraro resta al suo posto (''basta con i giochi dell'oca''), e si riaprono le carte. La base resta pero' quello studio preliminare fornito dalla Regione al prefetto, che le opposizioni definiscono ''carte taroccate''.
Al prefetto furono proposti sette siti. Ma Osteriaccia fu scartato perche' vicino all'autostrada e a un ospedale. Castel Romano era nei pressi di negozi e case. A Pizzo del Prete non c'erano cubature disponibili, per cui si scelsero delle cave, cioe' Riano e Corcolle (Pian dell'Olmo era troppo piccola). E il settimo sito, Monti dell'Ortaccio, del patron di Malagrotta Manlio Cerroni? Pecoraro a suo tempo fu categorico: ''E' adiacente a Malagrotta – disse – una zona la cui alta contaminazione rende la sua esclusione non derogabile''.
Capitolo chiuso? Le opposizioni restano piu' che scettiche. Anche perche' allora Pecoraro oriento' la scelta sulle ''volumetrie immediatamente disponibili''. La task force ministeriale dovrebbe invece, pare sia questo l'orientamento, riconsiderare i siti in funzione del numero di lacciuoli vincolistici.
Certo, per l'opposizione si tratta di un ''commissariamento del commissario'', il piu' fischiato oggi dai comitati, ma anche gli altri tre hanno avuto la loro parte. E mentre il centrodestra locale respinge al mittente le accuse della sinistra, l'ex ministro Stefania Prestigiacomo mette una lapide su Corcolle: ''Gia' nei mesi scorsi il ministero se n'era occupato, acquisendo gli atti del commissario e maturando una valutazione negativa sulla scelta''.
