ROMA – In un'intervista alla Repubblica il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso indica come ''un errore'' l'ipotesi di colpire i consumi, per la riforma fiscale.
''Il ministro cerca risorse? Le può trovare nelle rendite finanziarie, nelle transazioni speculative, nei grandi patrimoni. Non certo deprimendo i consumi. Questa non è la riforma fiscale di cui il Paese ha bisogno. Di più, è uno specchietto per le allodole per non discutere i contenuti della manovra''.
Aumentare di un punto l'Iva, spiega Camusso, ''si dice che permetterebbe di abbassare le aliquote del primo scaglione Irpef dal 23 al 20%. Abbiamo fatto un calcolo. Il vantaggio è in media di 420 euro l'anno a persona ma la crescita dell'Iva ne costa 240. Si vuole dunque fare un'operazione che vale 15 euro al mese a testa e spacciarla come un volano per la crescita. Una misura che non ha senso. Senza pensare al doppio effetto sui consumi: inflazione e depressione''. Meglio invece, secondo la Cgil, pensare alla tassazione dei grandi patrimoni, equiparandola a quella sul reddito ''come nel resto d'Europa. E poi perche' non colpire le transazioni speculative? Il 10% degli italiani possiede il 47% della ricchezza. Si potrebbe fissare un tetto oltre il quale colpire'', spiega Susanna Camusso.
Quanto al mercato del lavoro, il segretario della Cgil definisce ''inaccettabile lo scambio meno precariato più contrattazione aziendale'' proposto da Tremonti e Marcegaglia a Santa Margherita Ligure.
''Facciamo una semplificazione, visto che abbiamo 40 modalità di assunzione. Limitiamo l'uso degli stage gratuiti e ripetuti nel privato, ad esempio. Li' si annida una precarietà mascherata. E poi fissiamo le regole per la contrattazione di secondo livello''.