ROMA – ''La sfida e' riformare la finanza e riprendere a competere. Occorre tagliare le unghie alla speculazione selvaggia reintroducendo regole di trasparenza e sciogliendo i molteplici intrecci di interessi perversi nel mondo della finanza internazionale''. Lo afferma Antonio D'Amato, ex presidente di Confindustria in un'intervista al Mattino, nella quale invita il governo Monti ad ''attuare subito, in poche settimane, e per intero, le riforme relative alla crescita''.
''C'e' bisogno di riforme decisive – aggiunge – come quella dell' articolo 18, per adeguare l'Italia agli standard degli altri Paesi occidentali con i quali ci confrontiamo'', e rinunciarvi ''sarebbe un grave errore. L'unica strada per creare nuova occupazione per i giovani, le donne e soprattutto i piu' maturi e' accrescere la flessibilita' in entrata e in uscita''.
''Stiamo rischiando la deindustrializzazione'', avverte D'Amato ed e' un rischio che corre non solo il Mezzogiorno, ma anche ''le aree piu' forti del Paese soffrono e tanto''.
''Non e' piu' possibile pensare che in Italia si lavorino 1.650 ore all'anno – sottolinea D'Amato – mentre negli Stati Uniti siamo a duemila e nei Paesi asiatici ben oltre ancora. Lavorare di piu' per lavorare tutti: e' questo il must per creare nuovi posti di lavoro, per aumentare la produttivita', ridurre il Clup (costo del lavoro per unità del prodotto, ndr)''.