Ristrutturare casa, non serve più il permesso: basta comunicazione al Comune

Ristrutturare casa, non serve più il permesso: basta comunicazione al Comune

ROMA – Meno costi e iter burocratici più semplici per le ristrutturazioni sono previsti dal decreto Sblocca Italia. Per poter dividere casa, o accorpare due o più appartamenti, basterà una semplice comunicazione di inizio lavori al Comune, ma sarà obbligatoria la presenza di un professionista.

Gino Pagliuca sul Corriere della Sera spiega:

“La bozza del decreto assimila accorpamento e frazionamento alla manutenzione straordinaria (e quindi alla procedura semplificata prevista per questa categoria di opere) alla sola condizione che non vi sia il cambio di destinazione degli immobili: in pratica non si può realizzare con iter facilitato l’accorpamento tra una casa e un ufficio o ricavare da un grande ufficio uno studio e una casa”.

Non sarà dunque più obbligatorio il permesso di costruire per effettuare una ristrutturazione, con un risparmio di tempi e di costi:

“Con la comunicazione inizio lavori il professionista si assume l’onere di garantire la regolarità del progetto e dopo l’invio i lavori possono iniziare. Anzi la comunicazione può essere inviata anche a lavori in corso o addirittura ultimati, pagando però una sanzione. A Milano per l’invio dopo l’avvio delle opere si pagano 86 euro, a opere finite si sale a 268 euro”.

Obbligatorio però la presenza di un professionista, sia esso un geometra, un architetto o un ingegnere:

“Il costo dell’intervento del professionista varia in funzione del valore dell’operazione e del contributo che egli dà alla sua realizzazione: può ad esempio occuparsi sola della redazione del progetto e della sua presentazione in comune o seguire anche i lavori e occuparsi del collaudo delle opere.

È possibile dare solo cifre indicative sul costo della parcella perché i minimi tariffari dei professionisti sono stati aboliti; per un’operazione del valore di 50mila euro la redazione del progetto può costare orientativamente tra 1.700 e i 2.000 euro mentre seguire in toto i lavori comporta tra i 4.500 e i 5.400 euro; su 100mila euro il costo per il progetto lievita fino a 3.600 euro, quello per l’assistenza su tutte le fasi dei lavori arriva a 9.400”.

Cambiano poi le categorie urbanistiche:

“semplificando i termini della questione si può dire che con manutenzione ordinaria (nessun permesso da richiedere) si intendono tutte le operazioni che non incidono sull’aspetto esterno dell’immobile e che non modificano la pianta dell’interno: le operazioni ordinarie però (con l’eccezione dell’abbattimento delle barriere architettoniche e delle opere per la messa in sicurezza dell’immobile) non danno diritto al bonus ristrutturazioni”.

Per la manutenzione straordinaria, come la divisione di un immobile in cui la superficie rimane invariata, sarà necessaria una comunicazione asseverata al comune:

“un caso tipico è l’abbattimento di un tramezza per unire due camere: in un caso come questo il professionista serve a certificare che non si sta pregiudicando la stabilità della struttura dell’edificio; la ristrutturazione edilizia propriamente detta infine richiede il permesso di costruire e si ha in tutti i casi in cui si costruisce ex novo o si aumenta la volumetria di un immobile, anche con opere apparentemente minime, come la chiusura di un balcone con una veranda”.

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