
LONDRA – Prima hanno privatizzato, tra le proteste dei sindacati, e adesso tagliano 1.600 posti. Così Royal Mail, le poste britanniche, sperano di risparmiare 60 milioni di euro l’anno. I conti ancora non tornano, nonostante già nel 2003 la società, che oggi conta 150mila dipendenti in tutto il Regno Unito, avesse lasciato a casa 50mila lavoratori nel 2003.
La società nega licenziamenti. I tagli dovrebbero colpire soprattutto i quadri e i servizi amministrativi, ma non i postini. Dice di voler ridurre i dipendenti non rimpiazzando le uscite volontarie e gli spostamenti interni.
Secondo l’amministratore delegato del gruppo, Moya Greene, i tagli sono necessari per
“migliorare la nostra efficacia, mantenendo alta la qualità del servizio. Dobbiamo farlo per essere competitivi sul mercato: è il miglior modo per garantire servizi universali e buoni salari ai nostri dipendenti”.
La compagnia, che ha debuttato in Borsa a Londra lo scorso anno per volere del premier David Cameron, ha speso, nell’esercizio 2013-2014, 250 milioni in ristrutturazioni.