MILANO – L’amministratore delegato di Saipem, Pietro Franco Tali, si è dimesso. Al suo posto è stato nominato Umberto Vergine. La decisione arriva dopo le indagini della Procura di Milano su presunti reati di corruzione relativi a contratti in Algeria. Un’inchiesta che vede indagata la società. Due manager sono stati sospesi.
Anche il direttore finanziario di Eni, Alessandro Bernini, ha lasciato il proprio incarico. In passato, fino al 2008, era stato direttore finanziario della controllata Saipem. Ha detto di essersi dimesso ”pur ritenendo il proprio operato corretto” per meglio tutelare gli interessi di Eni.
Uno dei due manager Saipem sospesi è Pietro Varone, Chief Operating Officer della Business Unit Engineering and Construction.
Le misure sono state prese dopo una riunione del Consiglio di Amministrazione indetta proprio per prendere delle decisioni dopo l’avviso di garanzia alla società.
Il Cda ha anche disposto un’indagine interna attraverso consulenti esterni per verificare “la corretta applicazione delle procedure in tema di anticorruzione e prevenzione di attività illecite adottate dalla società”.
Tali, nel rassegnare le dimissioni, ha detto ”di essere convinto che l’attività della società si sia sempre svolta nel rispetto delle leggi applicabili, delle procedure interne, del codice etico e del modello 231 e che la società si difenderà con successo nelle sedi opportune”.
L’a.d. di Saipem ha detto di ritenere che ”le proprie dimissioni possano consentire la migliore difesa della società”. Il Cda lo ha ringraziato ”per la sensibilità dimostrata”.
Umberto Vergine, già membro non esecutivo del Cda, è stato nominato amministratore delegato, assumendo anche la responsabilità della Business Unit Engineering and Construction.
