ROMA, 24 APR – Il divario tra la crescita delle retribuzioni contrattuali e l'inflazione a marzo ha raggiunto la distanza maggiore dall'agosto del 1995, arrivando a 2,1 punti percentuali, ''tradotto in cifre, e' come se una famiglia di tre persone avesse avuto una perdita equivalente a 720 euro (610 per una famiglia di 2 persone). Una tassa invisibile che dissangua sempre piu' gli italiani''. E' quanto sostiene il Codacons commentando i dati Istat sulle retribuzioni.
Per l'associazione a tutela del consumatore ''e' questo il problema dell'Italia e prima il Governo se ne accorge e meglio sara'. Dal 2002 ad oggi salari e pensioni non sono state salvaguardate dall'aumento del costo della vita e questo ha impoverito progressivamente le famiglie, prima costrette ad intaccare i risparmi e poi, finiti questi, a ridurre i consumi, con effetti negativi sulla crescita del Paese''. Secondo il Codacons, ''la forbice record tra inflazione e retribuzioni e' dovuta alla scelta irresponsabile dei Governi di aver aumentato Iva ed accise, facendo galoppare i prezzi nonostante il calo della domanda, e aver contemporaneamente e sadicamente bloccato pensioni e stipendi dei dipendenti pubblici per ben tre anni''.