ROMA – Una Cassa depositi e presiti più “larga” e rilancio degli investimenti privati, con l’abbassamento da 200 a 50 milioni della soglia che consente ai finanziatori privati di accedere alla defiscalizzazione. Queste le misure approvate col decreto Sblocca Italia nel novero del capitolo “Finanza per la crescita”. Che è poi una delle priorità del semestre di presidenza Ue.
Tra le conferme alle indiscrezioni circolate nelle ultime settimane c’è appunto un ampliamento del margine di azione della Cdp che “a questo punto è dotata di regole come quelle degli altri Paesi europei” ha spiegato il premier Matteo Renzi.
È previsto un ampliamento del perimetro di operatività della Cassa, sia della gestione separata (finanziata con risparmio postale e titoli assistiti da garanzia statale) sia della gestione ordinaria (finanziata con risorse tratte sul mercato).
Per quanto riguarda la gestione separata, la norma mira a consentire l’utilizzo delle risorse di tale gestione per operazioni con finalità di interesse economico generale (nell’ambito, tra l’altro, dei settori ricerca sviluppo innovazione, educazione, protezione civile; immobiliare, energia, ambiente).
Con riguardo alla gestione ordinaria, la norma consente a cdp di intervenire anche a supporto delle politiche pubbliche nazionali per progetti di investimento che contribuiscano, a titolo esemplificativo, allo sviluppo di tecnologie innovative e alla ricerca applicata in campo industriale, nel settore energetico e in quello ambientale.
L’intervento su Cdp rientra tra i capitoli per sostenere l’economia reale. Gli investimenti, ha chiarito il ministro delle Finanze, Pier Carlo Padoan, sono “la debolezza principale” del Paese, come dimostrano gli ultimi dati ancora negativi sul Pil, che hanno registrato una leggera ripresa dei consumi ma il segno meno al capitolo investimenti.
Cambiare le regole, ha sottolineato il ministro, non è irrilevante, come dimostra il successo dei minibond (1 miliardo di sottoscrizioni in due mesi dopo l’intervento con il dl competitività). Con lo Sblocca Italia, ha confermato il ministro, il governo proverà a rilanciare dei cosiddetti project bond.
Il decreto prevede infine modifiche al regime delle SIIQ (Società di investimento immobiliare quotate) per superare le rigidità normative che ne hanno frenato lo sviluppo. In particolare, si ridefiniscono i requisiti partecipativi dei soci delle SIIQ e si rende più flessibile la gestione degli investimenti. Inoltre la normativa fiscale viene uniformata a quella dei fondi immobiliari rendendo così neutra l’opzione tra i due strumenti.