ROMA – Un marchio unico per le produzioni agroalimentari del Made in Italy, anche in vista di Expo 2015, e il potenziamento degli strumenti di contrasto all’Italian sounding nel mondo. C’è anche questo nel decreto Sblocca Italia appena approvato in Consiglio dei ministri, all’interno del quale è prevista l’adozione di un Piano per la promozione straordinaria del Made in Italy e l’attrazione degli investimenti. Misure che, secondo il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, serviranno a portare “un aumento di un punto del Pil nel prossimo biennio con le aziende esportatrici”.
Sul piano della competitività si punta alla creazione di piattaforme logistico-distributive all’estero, al rafforzamento degli accordi con le reti di distribuzione, alla valorizzazione e tutela delle certificazioni di qualità e di origine dei prodotti.
Nella nota diramata dal Mise al termine del Cdm si legge che:
Si tratta del piano più rilevante adottato da un Governo italiano per favorire l’internazionalizzazione del Paese e per sostenere le imprese italiane – in un momento in cui l’export rappresenta per la nostra economia la leva più importante e dinamica per la crescita del PIL – e che consente finalmente all’Italia di essere al passo con i maggiori paesi europei.
Gli obiettivi del Piano sono: ampliare di almeno 20.000 unità il numero delle imprese esportatrici, in particolare piccole e medie; espandere le quote italiane del commercio internazionale (obiettivo: +50 miliardi); valorizzare l’immagine del Made in Italy nel mondo; attrarre gli investimenti esteri in Italia (obiettivo: +20milardi/anno).
Per la realizzazione del Piano, sono state stanziate risorse aggiuntive per i prossimi tre anni tramite il Ministero dello Sviluppo economico, pari a 130 milioni di euro per il 2015, 50 milioni per il 2016 e 40 milioni per il 2017.
A queste si aggiungono, per quanto riguarda il settore agroalimentare, 22 milioni sia nel 2015 che nel 2016 tramite il Ministero delle Politiche Agricole.
Il Piano è composto da numerose azioni, da attuare mediante l’Agenzia ICE, che, come prassi ormai consolidata, agirà in stretto raccordo con le associazioni di categoria: formazione e informazione sulle opportunità offerte dai mercati esteri alle imprese, in particolare piccole e medie; promozione delle maggiori fiere italiane di livello internazionale; valorizzazione delle produzioni di eccellenza, in particolare agricole e agroalimentari, e tutela all’estero di marchi e certificazioni di qualità; sostegno alla penetrazione dei prodotti italiani nei mercati esteri, anche attraverso accordi con le reti di distribuzione e promozioni innovative; segno distintivo unico per le produzioni agricole e agroalimentari, a partire da Expo 2015; campagne di promozione strategica nei mercati più rilevanti e di contrasto al fenomeno dell’Italian sounding; sostegno all’utilizzo degli strumenti di e-commerce da parte delle piccole e medie imprese; erogazione di contributi a fondo perduto (voucher) alle piccole e medie imprese per rafforzarne le competenze tramite l’adozione di export manager.
Si punta inoltre alla promozione delle opportunità di investimento in Italia, nonché accompagnamento e assistenza degli investitori esteri in Italia. Il Piano – dice il Mise – sarà oggetto annualmente di una relazione sullo stato di attuazione e sui risultati raggiunti.