MILANO – Seat Pagine Gialle non paga le obbligazioni in scadenza il 31 gennaio. La società ha deciso di avvalersi del “grace period” previsto dal contratto e non pagare la rata semestrale di interessi di 42,2 milioni di euro. Il pagamento si riferisce alle obbligazioni Senior Secured.
Il nuovo consiglio di amministrazione ha avviato ”un approfondimento sulle prospettive di business” per ”verificare la loro compatibilità con la struttura patrimoniale e finanziaria nonché la perdurante attualità delle relative stime previsionali elaborate in occasione della recente operazione di ristrutturazione del debito”, si legge in una nota. In particolare il cda dovrà verificare se sono ancora validi i presupposti su cui si basano le linee guida 2011-2013 e le stime al 2015.
Seat ha precisato che ogni decisione in merito al pagamento della cedola ”verrà assunta entro la scadenza del grace period in funzione dello stato e dell’esito degli approfondimenti avviati sotto la supervisione del nuovo amministratore delegato Guido De Vivo. Il cda ha deciso di aggiornarsi entro la data del 6 febbraio, che coincide con la data di scadenza degli interessi inerenti il debito bancario, pari a circa 6,3 milioni”.
Le risorse finanziarie, assicura Seat, sono sufficienti per far fronte alle prossime scadenze ma la società vuole comunque verificare ”la compatibilità prospettica dell’indebitamento complessivo con la sua struttura patrimoniale”.
Il cda che si è riunito il 28 gennaio ha preso atto che, nel 2012, ”l’andamento del Pil e la dinamica del mercato della raccolta pubblicitaria hanno condizionato negativamente e, sulla base delle prime evidenze disponibili, stanno ancora fortemente condizionando gli investimenti in comunicazione delle piccole e medie imprese italiane che rappresentano la base clienti di Seat PG Italia. Si è ulteriormente aggravata la crisi della raccolta pubblicitaria, che – secondo l’ultima rilevazione Nielsen – ha registrato nel novembre 2012 un calo del 23% rispetto allo stesso mese del 2011, mentre nei primi 11 mesi del 2012 il calo complessivo ha raggiunto il 14 per cento”, si legge in una nota.
Il cda ha inoltre ”preso atto che è stato notificato un ricorso per sequestro giudiziario dell’azienda di proprietà di Sbe che è stato promosso da alcuni azionisti di minoranza per censurare le passate operazioni di leveraged buyout e di fusione; la discussione è prevista innanzi al Tribunale Civile di Roma per la giornata del 29 gennaio 2013 e la Società ritiene che tale istanza sia infondata e che sussistano valide ragioni per ottenerne il rigetto”.
