ROMA, 17 LUG – ''Vittoria 2 a 1 per la Fiat''. E' il commento del giuslavorista, Pietro Ichino sul caso Fiat, espresso in un'intervista a La Stampa.
''Il giudice, probabilmente, ha ritenuto che sia antisindacale l'omissione di questa procedura – afferma riferendosi alla mancata consultazione aziendale con tutte le sigle, nel passaggio alla newco – che dovra' comunque essere eseguita''. E in questo starebbe la vittoria della Fiom.
Secondo l'esperto, un'altra conseguenza del trasferimento del ramo d'azienda ''e' che la nuova impresa, in questo caso la newco, deve applicare la disciplina collettiva applicata presso la vecchia – sottolinea Ichino – fino a che essa non sia sostituita da una disciplina di 'pari livello'. Qui il giudice ha accolto le difese della Fiat, riconoscendo come valido il contratto di 'primo livello'''. C'e' pero', un punto oscuro nella sentenza: ''la Fiom non avrebbe diritto alle rappresentanze sindacali non essendo firmataria di alcun contratto collettivo applicato nella newco''.
''Credo che alla Fiat e a Fim, Uilm e Fismic interessasse piu' che la parte della sentenza relativa alla legittimita' della Fiom – conclude Ichino – la parte relativa alla legittimita' dei nuovi contratti. E su questa parte le difese della Fiat sono state integralmente accolte. Per questo parlerei piu' di un 2 a 1 che di un pareggio''.
