Sindacati: 'Non toccare pensioni femminili'

ROMA, 16 GIU – Considerare le pensioni ''come un serbatoio di spese da tagliare e' un'ipotesi assolutamente errata'', avverte il segretario generale della Cgil Susanna Camusso. Il no a interventi che tocchino pensioni nella manovra economica ricompatta i sindacati su un unico fronte. A partire dall'ipotesi di alzare gradualmente a 65 anni l'eta' pensionabile delle donne nel settore privato. ''Irrealistica, la respingiamo'', dice il leader della Cisl, Raffaele Bonanni. Sarebbe una ''proposta inaccettabile'' per il numero uno della Uil Luigi Angeletti. E dall'Ugl il segretario generale Giovanni Centrella dice: ''Non e' accettabile che il governo per rastrellare soldi usi le solite scorciatoie''.
Di fronte a un quadro che e' solo di indiscrezioni, nessun commento arriva dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. La cui posizione e' comunque ''molto chiara'', osservano dal ministero: Sacconi ''e' sempre stato contrario'' a un innalzamento dell'eta' per la pensione delle donne nel privato, pensa che ''non va bene'', perche' la situazione vissuta da impiegate e operaie in fabbrica non e' la stessa di una dipendente pubblica, anche in termini di garanzia del posto di lavoro.
Per Susanna Camusso e' una ''condotta insopportabile'' quella del Governo di ''ridurre le possibilita' di scelta e introdurre vincoli come modalita' per fare cassa''. In un Paese ''in cui l'assoluta maggioranza delle pensioni e' troppo bassa'', allungare l'eta' pensionabile sarebbe ''una doppia ingiustizia''. Mentre piu' in generale, ''al di la' dei proclami'', la Camusso teme che quello che si sta pensando di fare con la manovra non sia altro che ''una operazione di tagli in un Paese che non ha le condizioni per sopportarli''.
Dalla Cisl Raffaele Bonanni sottolinea che ''le donne sono gia' in difficolta' perche' quarant'anni di lavoro non corrispondono a quarant'anni di contribuiti a causa delle interruzioni della loro carriera e della maternita'''. E denuncia: ''Come si puo' discutere di questo di fronte agli sprechi della politica e alle condizioni di insopportabile vantaggio di chi fa politica? Questo e' uno scandalo''.
Per Luigi Angeletti ''e' strano che, in Italia, quando non c'e' uno straccio di idee, c'e' qualcuno che parla di interventi sulle pensioni''. Si tratterebbe comunque, dice il segretario generale della Uil, di una ipotesi ''che non esiste''.
Mentre il leader dell'Ugl Giovanni Centrella auspica che l'indiscrezione ''venga immediatamente smentita. Tutti sanno – dice – che le donne vanno in pensione per dedicarsi alla cura della propria famiglia o di quella dei figli, visto che il Paese e' sfornito di adeguati servizi e di politiche per la conciliazione''.

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Alberto Francavilla