ROMA, 15 LUG – Se la quota di poveri in Italia nel 2010 rimane sostanzialmente ferma ai livelli dell'anno precedente, c'e', tuttavia, chi ha visto peggiorare sensibilmente le proprie condizioni di vita.
Nella maggior parte dei casi si tratta di coloro che gia' tiravano avanti con serie difficolta', ma accanto al tipico identikit del povero italiano (disoccupato, con figli, meridionale) si affacciano nuovi profili.
Ecco che a pagare il prezzo della crisi sono le mamme divorziate con figli a carico, le cosiddette famiglie monogenitore. Si ritrovano ad affrontare maggiori sofferenze anche le famiglie che hanno sulle spalle un nonno o uno zio anziano. Una vera e propria new entry sono i lavoratori in proprio: i nuclei dove la figura di riferimento e' un commerciante, un piccolo imprenditore, una partita Iva monocommissione, dietro a cui si nascondono tanti collaboratori.
Passando alle cifre contenute nel rapporto dell'Istat sulla poverta' nel 2010, emerge che il fenomeno tocca quasi un quarto delle famiglie con membri aggregati, una quota in aumento sul 2009 (dal 18,2% al 23%). Le spese di assistenza per l'anziano che vive sotto lo stesso tetto del figlio o del nipote, quindi, prosciugano il budget familiare. Insomma, non sempre i parenti sono una rete che ammortizza le difficolta' dei piu' giovani.
Suscitano preoccupazioni anche le condizioni di chi si ritrova single con prole, piu' spesso tocca alle donne, che devono fare fronte agli esborsi tipici di una famiglia, dalla casa alle uscite per i figli, senza potere contare del tutto sul sostegno dell'altro genitore. Secondo gli ultimi dati dell'Istat, infatti, oltre il 14% delle famiglie mono parentali cadono sotto la soglia di poverta' relativa (solo nel 2009 erano l'11,8%). E nel Mezzogiorno la quota schizza in alto al 27,2%, vale a dire che quasi un nucleo monogenitore su tre risulta povero.
La situazione economica peggiora anche per chi ha messo su un attivita' autonoma: il 10,7% delle famiglie che hanno come persona di riferimento un lavoratore in proprio vivono di stenti, e la percentuale sale al 23,6% nel Sud (18,8% nel 2009).
Intanto, la vita non diventa piu' facile per ''i vecchi poveri'', ovvero per gli operai, che scontano un'incidenza di poverta' relativa tra le piu' alte (15,1% nella media nazionale e 28,7% nell'Italia meridionale), e per i disoccupati, visto che oltre un quarto vive in condizioni di miseria (26,7%).