Smartphone, smart tv, tablet: tassa fino a 5 euro per salvare diritti d’autore

Smartphone, smart tv, tablet: tassa fino a 5 euro per salvare diritti d’autore

ROMA – Una tassa che arriva a 5 euro per gli smartphone e a 6 euro per le smart tv. Tassa il cui incasso andrebbe alla Siae, per la difesa dei diritti d’autore. Nell’Italia che procede verso l’Agenda Digitale, arriva così la prospettiva di un aumento del 500% sulla tassa che i produttori di dispositivi elettronici, da smartphone a penne usb e Blu Ray, cd e dvd.

Andrea Biondi sul Sole 24 Ore spiega che l’ultima legge in materia risale al 2009, con il decreto ministeriale Bondi. Poi Massimo Bray, ex ministro della Cultura, commissionò un’indagine in materia, ma ora Dario Franceschini, neo ministro della Cultura, vorrebbe velocizzare l’aumento della tassa:

“Tutto ruota attorno al contributo che produttori e importatori di dispositivi elettronici (Pc, chiavette Usb, Mp3, tablet, smartphone, cellulari, Blu Ray cd, dvd e, novità, anche gli smart tv connessi al Web) sono tenuti a versare come indennizzo verso i titolari dei diritti di sfruttamento delle opere (musicali e video). Il tutto è previsto dal decreto ministeriale Bondi del 30 dicembre 2009, che prevede un aggiornamento triennale non ancora arrivato. Sarà necessario proprio un decreto del ministro della Cultura.”.

L’aumento potrebbe essere del 500%:

“La questione alla fine si riduce a un possibile aumento – valutato nell’ordine del 500% per alcune voci – auspicato dalla Siae e dall’industria dei contenuti, ma malvisto dall’industria dell’Ict. L’aumento che ha messo in allarme l’industria dei dispositivi elettronici – e contro il quale Confindustria digitale, Anitec, Assinform e Asstel hanno preso pubblicamente posizione poco prima di Natale – è stato previsto all’interno di una proposta della Siae approvata dal “Comitato consultivo permanente per il diritto d’autore” e trasmessa al Ministero”.

D’altronde la Siae aveva già proposto il tariffario:

“smartphone da 0,9 a 5,2 euro; tablet da 1,9 a 5,2 euro; Smart tv (nuovo inserimento) a 5 euro: computer con masterizzatore da 2,4 a 6 euro; computer senza masterizzatore da 1,9 a 6 euro; memorie trasferibili da 0,5 a 0,9 per Gigabyte; Hd-Dvd da 0,25 per Gigabyte alla soppressione; Dvd da 0,41 a 0,21 euro per Gigabyte; Blu Ray da 0,41 a 0,20 per 25 gigabyte. La Siae sostiene che l’equo compenso per copia privata in Italia è più basso rispetto agli altri Paesi europei”.

Ora il ministro Franceschini dovrebbe rispondere nel pomeriggio del 10 aprile ad una interpellanza alla Camera, testo riportato dal Sole 24 Ore:

“A quanto risulta al Sole 24 Ore, il testo dell’interpellanza, considerando fra le altre cose che «a parere degli interroganti, il compenso per copia privata appare ben poco equo nella sua indiscriminata applicazione a chi non utilizza i telefonini e computer per ascoltare e memorizzare film e canzoni» e che «a quanto si apprende, il ministro Franceschini, sulla base delle richieste presentate dalla Siae, intende approvare il decreto con la massima urgenza senza attendere l’esito dell’indagine commissionata dal suo predecessore» prevede la richiesta al ministro Dario Franceschini di riferire se «non ritenga doveroso rendere pubblici gli esiti della suddetta indagine ad hoc sulle abitudini dei consumatori commissionata dal Ministro dei Beni e le Attività Culturali pro tempore Bray, al fine di verificare se le c.d. copie private di opere musicali e cinematografiche siano davvero cresciute negli ultimi tre anni tanto da legittimare addirittura un aumento del c.d. equo compenso del 500% come richiesto dalla Siae»”.

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