NEW YORK – Intel paga il calo delle vendite di computer, e chiude il terzo trimestre con un utile netto di 2,97 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 3,47 miliardi di dollari dello stesso periodo dell’anno precedente.
Tutta “colpa” di smartphone e tablet, che hanno reso ormai obsoleti i personal computer. Di fatto provocando la crisi dei chip di cui Intel è il primo produttore al mondo. Così i ricavi sono scesi del 5,5% a 13,5 miliardi di dollari, deludendo Wall Street, che ha subito penalizzato il titolo, portandolo ai minimi da 52 settimane.
Anche perché Intel ha annunciato che, vista la domanda in calo, nel quarto trimestre ridurrà la produzione. Una riduzione che costringe l’azienda ad assumersi un onere di 500 milioni di dollari per l’eccesso di capacità produttiva.
Guardando avanti, l’amministratore delegato di Intel, Paul Otellini, prevede una crescita globale per i pc inferiore al tasso normalmente atteso per il quarto trimestre: Intel stima comunque che i suoi ricavi cresceranno dell’1% degli ultimi tre mesi dell’anno rispetto al trimestre precedente.
A risentire di questa situazione è anche Ibm, che archivia il terzo trimestre con un utile di 3,82 miliardi di dollari a fronte dei 3,84 miliardi di dollari dello stesso periodo dell’anno precedente. I ricavi sono scesi del 5,4% a 24,75 miliardi di dollari, ma il calo che si riduce al 2% se si tiene conto delle fluttuazioni dei cambi. Ibm ha investito molto nei mercati emergenti che, di recente, hanno spinto i suoi risultati. Negli ultimi tre mesi, però, proprio in questi Paesi, come i Brics Brasile-Russia-India-Cina-Sudafrica sono scesi dell’1%.
La situazione non sembra destinata a migliorare, dopo che Apple ha annunciato per il prossimo 23 ottobre un evento in cui, con ogni probabilità, dovrebbe essere presentato il nuovo mini iPad, un dispositivo che inasprirà la ‘battaglia’ dei tablet. Microsoft ha già risposto in anticipo lanciando il suo tablet Surface.