SANTA MARGHERITA LIGURE (GENOVA) – Sulla quota del 22% di Snam che Eni deve ancora cedere ''stiamo riflettendo'', dice l'ad di Eni Paolo Scaroni: ''L'operazione e' cosi' recente – spiega – che dobbiamo studiare quali sono le opzioni migliore, credo che arriveremo ad una strategia nel giro del mese di giugno, ci diamo ancora una quindicina di giorni''. Lo ha detto a margine del convegno dei giovani industriali.
''Leggo questi dati attraverso i consumi di gas, ed effettivamente sono stati molto bassi nel mese di aprile''. L'ad dell'Eni, PAolo Scaroni, commenta cosi' i dati Istat sulla produzione industriale. ''L'economia non sta andando bene. Stiamo attraversando un momento difficile'', dice a margine del convegnod ei giovani industriali. Cosa fare? Il problema ' piu' ampio, europeo: ''E' difficile che un Paese membro dell'Europa trovi la soluzione da solo'', risponde Scaroni.
In Grecia, per le forniture di gas, ''le quantita' sono limitate, abbiamo societa' di distribuzione e monitoriamo la situazione'', dice l'ad di Eni, Paolo Scaroni: ''Non mi sembra che per il momento ci sia nulla di particolarmente preoccupante''. Lo ha detto ad una domanda sul rischio che la Grecia abbia difficolta' a pagare le forniture. E sottolinea: ''A noi piace molto essere pagati, anzi considero il non essere pagati il modo peggiore per perdere i propri soldi''.
''Convincere gli italiani che si puo' vivere bene anche in un Paese dove l'articolo 18 non c'e', non c'e' rigidita''' nel mercato del lavoro: questo l'appello che l'amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni, rivolge parlando alla platea dei giovani imprenditori di Confindustria. Un mercato del lavoro ''piu' flessibile, piu' agile'' che cosi' ''favorisce i giovani e la produttivita''', dice Scaroni: ''Se non riusciamo a convincerli, non illudiamoci che ci sara' una riforma incisiva dell'articolo 18''.
C'e' la necessita', quindi, di una ''rivoluzione culturale'' che getti le ''basi per dare una spallata alla disoccupazione giovanile'', afferma. Accettando anche posti di lavoro che non siano ''a due passi da casa'', presupponendo che ''il lavoro manuale e' altrettanto dignitoso di quello d'ufficio e che non esistono lavori umili o degradanti, esistono solo lavori fatti male''.
Scaroni dice anche di provare ''un profondo senso di angoscia'' quando sente di giovani che ''ciondolano per casa, mantenuti dai genitori o dai nonni o dallo Stato''. Cosi' si va incontro ad ''una generazione perduta, un vero esercito di disadattati'' e sarebbe ''un disastro epocale per loro, per la coesione sociale e per le prospettive di sviluppo economico''.
