ROMA, 31 MAG – Far carriera sembra una chimera per le donne-medico, tra le quali e' ''diffuso lo scetticismo sulla probabilita' di salire tutti i gradini della carriera: su una scala da zero a 100 l'aspettativa di promozione e' percepita come pari a 30'', e tale percentuale scende nelle over 45. Con una fascia di dipendenti ospedaliere che considerano il difficile up-grade come ''connaturato al sistema'', se non addirittura ''colpa della mentalita' femminile che magari trova piu' appagante la cura diretta del paziente che la riunione col superiore''.
Cosi' rispondono i camici rosa, un campione di 1597 unita' pari al 10% delle iscritte all'Ordine di Roma, nel primo rapporto su 'Lavoro e famiglia, stalking e violenza' presentato oggi dall'Ordine dei medici-chirurghi e degli odontoiatri di Roma. Uno studio che, secondo il sociologo del lavoro Aldo Piperno, ha visto ''emergere la donna sul medico, e le peculiarita' di genere nella professione medica''. Le donne rappresentano una percentuale ''in continua espansione'' nelle professioni sanitarie, ambito professionale dove ricavano si' ''soddisfazione'' nel 60% dei casi, ma anche ''diffuso disagio'' per i problemi legati alla carriera alla conciliazione tra esigenze di lavoro e quelle familiari. Con le giovani professioniste che chiedono orari di lavoro piu' flessibili, mentre chi ha alta anzianita' di servizio auspica piu' servizi. Come quello degli asili nido che per il presidente della Commissione d'inchiesta del Senato Ignazio Marino ''e' centrale, una opportunita' che deve essere sviluppata nel Paese''.
Sulla condizione femminile, ha incalzato la presidente del Pd, nonche' ex ministro della Salute e della Famiglia, Rosy Bindi, ''l'Italia un passo avanti lo deve fare''. Inoltre, la medicina, ha osservato, ''e' una realta' di potere, dove gli uomini hanno piu' possibilita' di crescita. Rompiamo il tabu' del potere, scrolliamoci di dosso – e' l'invito di Bindi alle donne – le timidezze nelle aspettative di carriera, gia' di suo mortificate dalla normativa che penalizza le lavoratrici, e la maternita'. E' grave che nelle strutture pubbliche non si facciano politiche di conciliazione''.
Nelle corsie, ha osservato inoltre la parlamentare Paola Binetti, ''la violenza maggiore alle donne medico e' il rinfacciare il tempo dedicato alla relazione e cura del malato, e cio' depaupera la medicina''.
