S&P boccia l'Italia ma "salva" Monti

ROMA, 13 GEN – Siamo sempre piu' vulnerabili ai rischi di finanziamento esterni, aggravati da un peggioramento dei problemi politici, finanziari ed economici dell'Europa. Il debito pubblico italiano continua ad essere eccessivamente alto e le nostre prospettive di crescita restano deboli.

In piu', considerati i risultati delle aste del 2011, ci troveremo a pagare almeno per i prossimi due anni alti tassi di interesse che indeboliranno ulteriormente le nostre gia' traballanti finanze e freneranno una ripresa che comunque stenta a decollare.

Standard & Poor's, nella nota con cui spiega nel dettaglio le ragioni del taglio con cui ha escluso per la prima volta l'Italia dal livello 'A', mette in fila uno per uno tutti i problemi strutturali del Paese, ma 'salva' l'azione dei primi mesi del Governo Monti, a cui riconosce il coraggio delle riforme promesse e un'azione politica ed economica che potrebbe avere ripercussioni per l'intera Europa.

Anche se, non manca di avvertire S&P, la mancata attuazione delle riforme, che avvenga per colpa delle pressioni delle lobby o per la fine prematura del mandato, potrebbe portare ad un nuovo taglio del rating nel 2012 o nel 2013. L'ambiente politico europeo, spiega S&P, ''non e' stato cosi' determinato come credevamo'' nell'affrontare la crisi, ma l'indebolimento della politica del Vecchio Continente ''e' stato in qualche modo compensato da una maggiore capacita' domestica italiana di pensare e attuare politiche economiche che mitighino la crisi''. Questo riflette ''il miglioramento dell'ambiente politico sotto il nuovo governo tecnocratico di Mario Monti''.

Il rischio pero' e' sempre lo stesso: ''i piani per deregolare il mercato del lavoro, fra cui le professioni a numero chiuso, potrebbero aiutare a migliorare la competitivita' italiana'' ed il suo merito di credito, ma, avverte l'agenzia, ''ci aspettiamo che ci possa essere opposizione ad alcune delle attuali ambiziose riforme del governo''.

E cio' inevitabilmente ''accresce l'incertezza riguardante l'outlook per la crescita e quindi per le finanze pubbliche, in un momento in cui crescono le difficolta' di finanziamento per le banche e il governo italiano''.

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Emiliano Condò