ROMA, 17 GEN – Raffica di tagli sui rating delle societa' italiane. E' scattato infatti ancora una volta l'effetto domino dopo la decisione di venerdi' scorso di Standard & Poor's di declassare il giudizio sul debito sovrano dell'Italia da A a BBB+. In serata l'agenzia di rating ha iniziato una serie di downgrade che hanno colpito dai gruppi assicurativi alle societa' controllate dallo Stato come Cassa depositi e prestiti e Poste.
La scure di S&P ha colpito Cdp, partecipata al 70% dal Tesoro, che si e' vista tagliare il rating di lungo e breve termine da A/A-1 a BBB+/A-2, con outlook negativo. Anche a Poste, interamente controllata dal ministero dell'Economia, e' stato ridotto il rating a lungo termine a BBB+ dal precedente A-. Per il colosso energetico Eni (partecipata per il 3,93% dal Tesoro e per il 26,37 da Cdp) Standard & Poor's ha deciso di ridurre il giudizio ad 'A' da 'A+' con outlook negativo.
Nella scure di Standard & Poor's sono finite anche alcune societa' private, come Generali Assicurazioni, che si e' vista tagliare il giudizio da AA- ad A+, di Unipol Gruppo Finanziario (da BBB a BBB-) e di Cattolica Assicurazioni (da A- a BBB+): tutti i giudizi sono stati posti in CreditWatch Negativo.
Una situazione simile si era verificata gia' nell'ottobre scorso, dopo la decisione dell'agenzia di rating Moody's declassare il debito sovrano dell'Italia. Il giorno dopo il declassamento era infatti scattata una sfilza di tagli ai rating delle societa' pubbliche, di banche e assicurazioni.