ROMA – Sulla fiducia che arriva dal vertice Ue, lo spread tra i Btp e il Bund tedesco ha aperto a 410 per poi risalire oltre 430 a metà mattinata e arrivare a 440 prima di mezzogiorno, contro i 465,8 punti della chiusura di giovedì sera. E’ il livello più basso da oltre un mese. Il rendimento torna al 5,756%. Piazza Affari apre con un rally. L’indice Ftse Mib sale del 3,08% in avvio segnando 13.800 punti. Dopo la partenza col botto, l’indice Ftse Mib resta sostenuto, ma sotto i massimi, e segna un rialzo del 2,80%. Volano le banche. Unicredit è riuscita ad entrare agli scambi, dopo esser finita in asta di volatilità in apertura, e sale del 7,36%. Intesa Sanpaolo guadagna il 6,29%. Il Banco Popolare sale del 5%, Bpm +4,38%, Mps del 3,52%.
Aprono col segno più anche le altre Borse europee: Parigi è in forte rialzo con l’indice Cac che guadagna il 3,11% a 3.146,09 punti. Madrid guadagna oltre il 4% spinta dall’accordo raggiunto nella notte a Bruxelles. L’Indice Ibex 35 avanza del 4,12% a 6.998,7 punti, grazie soprattutto ai titoli bancari (Santander guadagna il 6,35% e BBVA il 6,89%). Anche Francoforte apre le contrattazioni in rialzo spinta dall’esito del vertice Ue. L’indice Dax guadagna il 2,39% a 6.296,74 punti.
Corrono i mercati asiatici dopo l’accordo raggiunto nella notte tra i leader europei sul piano anti-spread. E’ vivace Tokyo, dove il Nikkei 225 sale dell’1,82%, mentre fa un rally oltre il 2% Hong Kong . Gli acquisti principali riguardano il comparto bancario, con Westpac Banking in rialzo dell’1,4% e in supporto dell’indice di riferimento di Sydney. Sulla piazza giapponese corre Toyota Motor (+2,4%), comprata assieme agli altri titoli legati all’export. Nel comparto minerario e’ vivace Bhp Billiton (+2,6%).
L’accordo ”sembra molto significativo”, dice a Bloomberg Jonathan Garner, capo strategist di Morgan Stanley ad Hong Kong sottolineando come questa intesa eviti elementi di incertezza visti dai mercati invece sul piano per la Grecia. Appare invece piu’ scettico il capo della ricerca di Julius Baer in Asia, Mark Mathews, secondo il quale ”l’Europa continua a fare dichiarazioni audaci, per poi attenuarle poco dopo”. Al momento l’economista vede ”solo vaghe e incoraggianti parole, che hanno prodotto eccitazione ed euforia – afferma -. Saranno quasi certamente seguite da smentite e rinvii e dalla confusione sul mercato quando capira’ di esser stato nuovamente preso in giro”.
