ROMA – Accordo vicino sul dossier ”riduzione del personale” in Alitalia. Lunedì prossimo 21 febbraio è in agenda un incontro azienda-sindacati per ”una riunione conclusiva”, come indica la compagnia nella lettera inviata alle segreterie nazionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporti.
Ma dal fronte sindacale si frena sul raggiungimento di un’intesa già luneì , perché occorre trovare una soluzione a tutti i punti che coinvolgono personale di terra, assistenti di volo e piloti. In totale, Alitalia pensa di ridurre l’organico di un migliaio di dipendenti. Nei giorni scorsi, l’amministratore delegato della compagnia, Rocco Sabelli, aveva ribadito che ”non c’e’ un problema di esuberi” e che rispetto all’obiettivo iniziale (due anni fa) di 12.600 lavoratori oggi ce ne sono 14 mila, di cui alcuni in part time e altri stagionali.
”Ci sono margini di efficienza e possiamo intervenire con cassa integrazione su base volontaria e outsourcing” (esternalizzazioni con cessione di rami d’azienda) aveva aggiunto sottolineando che è ”un’operazione che faremo se e quando ci saranno le condizioni e cercando la condivisione con le organizzazioni sindacali”.
PERSONALE DI TERRA. Su circa 8.900 addetti all’aeroporto di Roma Fiumicino (l’unico dove l’azienda ha deciso di mantenere l’attività di assistenza a terra in proprio), Alitalia pensa alla cig volontaria per l’8% della forza lavoro (700 lavoratori). Da parte sindacale il numero viene ridotto a 500 limitando i casi a chi matura la pensione nei sette anni successivi e a condizione che non ci siano ripercussioni sul piano operativo, cioè che non si scenda sotto organico nel qual caso occorre stabilizzare chi ha un contratto a tempo determinato (qualche centinaio). Sul fronte della esternalizzazione delle attività aeroportuali nelle sedi periferiche, dal primo marzo verra’ ceduto il ramo d’azienda a Bari (una settantina di lavoratori) ad un consorzio dopo che e’ gia’ stata ceduta l’attivita’ a Napoli, Catania, Palermo, Lamezia Terme e Alghero (circa 300 addetti) e in attesa di cedere quella a Cagliari, Brindisi e Reggio Calabria (150 lavoratori).
ASSISTENTI DI VOLO. Su circa 3.300 fra hostess e steward, in 700 hanno chiesto di passare al part time. Occorrerebbe, quindi, reintegrare l’organico con il ”ripescaggio” fra i 250 rimasti in cassa integrazione. I sindacati chiedono miglioramenti delle condizioni di lavoro. Da affrontare anche l’equiparazione contributiva del personale di AirOne Cityliner (che, dicono i sindacati, percepisce circa il 40% in meno di stipendio) e la stabilizzazione di chi ha il contratto a tempo determinato; in prospettiva potrebbe essere necessario ricorrere a nuove assunzioni per via dell’aumento della flotta con l’arrivo di nuovi aerei regionali.
PILOTI. I sindacati chiedono la soluzione di gravi criticita’: sotto dimensionamento degli organici, turnazione, mancata erogazione di circa 15.000 giornate di ferie, non piu’ sostenibile gestione delle basi periferiche, abuso contrattuale sui turni, sottoimpiego dei colleghi Cityliner e preoccupanti lacune nelle aree Addestramento e Sicurezza Volo. Anche fra il personale navigante tecnico c’e’ richiesta di part-time a fronte della quale la compagnia dovra’ ricorrere ad assunzioni.