ROMA – Se siete alle prese con un contenzioso fiscale con lo Stato e avete rateizzato il vostro debito, il fisco non potrà più ipotecarvi casa come garanzia di pagamento. Lo dice chiaro e tondo la bozza del decreto sulle liberalizzazioni che dovrebbe vedere la luce a giorni. Buona notizia quindi per tutti, anche per i tassisti.
Niente più ipoteca sulla casa se il debito con il fisco viene rateizzato quindi. La novità è nascosta nelle pieghe del decreto sulle liberalizzazioni, ancora in bozza, ed è una gran bella notizia per migliaia di contribuenti alle prese con i debiti tributari. In caso di dilazione del pagamento, infatti, si stabilisce che gli agenti della riscossione non possano procedere all’iscrizione ipotecaria sugli immobili. Molto spesso, infatti, l’istanza cautelativa del fisco, “impedisce al soggetto, nonostante il pagamento delle rate e quindi in regola con i pagamenti, di poter accedere al credito bancario”, a causa dell’ipoteca sulla casa, come sottolinea la relazione illustrativa di quello che dovrebbe essere l’articolo 4 del futuro decreto.
I danni dell’ipoteca fiscale sono certi, mentre i vantaggi vengono definiti “irrisori”, dallo stesso governo: in caso di vendita dell’immobile il fisco avrebbe la possibilità di una revocatoria nei confronti del debitore nell’arco dei successivi cinque anni, mentre la rateizzazione ha al massimo una durata di sei anni. Lo stesso articolo introduce anche la possibilità di dilazionare il debito con il fisco con rate variabili anziché costanti: più basse all’inizio e progressivamente crescenti fino a divenire stabili a partire dal terzo anno. Secondo l’esecutivo la misura aiuterebbe i contribuenti anche a stabilire un “rapporto positivo” con le strutture della riscossione.
Non tutto il male viene per nuocere dunque. Anche per tassisti e professionisti vari, alle prese con lo spauracchio liberalizzazioni, il decreto in arrivo contiene buone nuove.
