Tassi, Bce, Borsa: la ripresa è già finita…?

Tassi, Bce, Borsa: la ripresa è già finita…?

MILANO – Ci avevano detto che la ripresa era vicina, ce lo aveva detto anche il termometro più seguito del mercato: lo spread. Tornato in poche settimane a quota 230 punti, mai così in basso da due anni, da ben prima che Berlusconi si dimettesse per lasciar spazio al Mario Monti risanatore. C’era stata l’altalena dello spread fino a 574 punti (9 novembre 2011) e ora, faticosamente, tassi e differenziale erano tornati a livelli normali. Era questa la “ripresa”? Se era iniziata è già finita, o forse, più plausibile, non è mai iniziata.

Perché spread e Borsa di Milano, lunedì 19 agosto, fanno percepire un’ondata di inquietudine: Milano viaggia intorno a -2%, lo spread risale a 236, poi 238. Cosa è successo? E’ successo che la Bundesbank, la banca centrale tedesca, ha fatto sapere che un aumento dei tassi da parte della Banca centrale europea “non è da escludere”. Dipende dall’inflazione, preoccupazione molto sentita in Germania, oggi all’1,9%: la capacità produttiva tedesca è tornata a livelli normali nel secondo trimestre, nella seconda metà dell’anno dovrebbe stabilizzarsi. Un’accelerazione dell’economia potrebbe quindi determinare un rischio sui prezzi.

Ma il resto dell’area euro, no: è ancora alle prese con la disinflazione, con la crisi dei debiti, con la recessione, e ha bisogno di tassi bassi. Ecco perché l’indicazione della Bundesbank fa paura, ed ecco perché, soprattutto Milano, reagisce con nervosismo. Non sarebbe l’unico motivo. Scrive il Corriere:

“Gli investitori a quanto pare preferiscono stare alla finestra in attesa di mercoledì, giornata in cui la Federal Reserve dovrebbe fare luce sulla sua strategia per l’abbandono del sostegno all’economia con il piano di acquisto di bond”.

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Elisa D'Alto