
MILANO – Sembrano quasi un ‘Avvento’ profano questi giorni prima dell’assemblea di Telecom, tanta, e crescente, è l’attesa. Giovedì 19 dicembre Telco scoprirà le sue carte e prenderà una decisione sulla possibilità di presentare dei candidati ad eventuale integrazione delle liste per il cda, nel caso dovesse passare la mozione di revoca degli attuali amministratori.
Sullo sfondo resta la partita di Telefonica con il Cade, l’Antitrust brasiliano, i cui tempi si allungano, con l’Authority che avrebbe fissato in 18 mesi il termine per diluirsi sul mercato di telefonia mobile. Ma il vero colpo di scena è arrivato da Blackrock, il fondo americano finito sotto i riflettori per il ruolo importante avuto nel collocamento del convertendo e, soprattutto, per aver costruito nel corso degli ultimi mesi una partecipazione potenziale del 10,12% in Telecom (i dati sono stati aggiornati su richiesta della Consob).
Il gestore Usa, che con il 7,8% di diritti di voto avrebbe potuto decidere un’assemblea che sarà un referendum su Telefonica, si sta orientando verso l’astensione, come segno di neutralità verso la governance di Telecom. ‘
‘L’astensione di Blackrock potrebbe essere l’ago della bilancia, un’indicazione che potrebbe anche portare alla revoca del Cda” ha detto Marco Fossati a Otto e mezzo, su La7 spiegando che la battaglia contro Telco, avviata dopo il fallito tentativo di cedere la sua partecipazione a Telefonica, ”non è una sfida” in cui si parla ”di vincitori e di vinti” ma ”una questione di etica” legata ai ”conflitti interni perché il Cda non rappresenta l’intero azionariato ma solo una parte di esso”.
Telco invece, che conta sul 22,4% del capitale, voterà contro la delibera proposta di Fossati ma non è rimasta sorda ai suggerimenti dei ‘proxy’ e per superare il conflitto di interesse che il mercato le attribuisce sta preparando 5 nomi, tutti indipendenti. La sua lista, dopo il passo indietro di Julio Linares si è ridotta a due nomi, l’avvocato Stefania Bariatti e l’attuale ad Marco Patuano. Quella di Assogestioni, anch’essa definita di minoranza, presenta invece 7 nomi: Luigi Zingales, Lucia Calvosa, David Benello, Francesca Cornelli, Giuseppe Donagemma, Maria Elena Cappello, Francesco Serafini. In totale 9 nomi e se il cda decadesse potrebbe essere necessario integrare le candidature. Findim – su richiesta della Consob – ha anticipato i nomi che proporrà: Vito Gamberale, a.d di F2i, Alessandro Castellano, ad di Sace, il presidente dell’Asati Franco Lombardi, Girolamo Di Genova e Daniela Mainini.
I cinque professionisti avranno il compito di confrontarsi ”con il management, e non sostituirsi ad esso” ha precisato la finanziaria di Fossati, ”a beneficio di tutti gli azionisti e del Paese”. L’assise si preannuncia come una delle assemblee più affollate degli ultimi 5 anni con il 53,8% del capitale già depositato. ”Se avremo un forte ritorno dall’assemblea, potremo perseguire le nostre strategie con grande chiarezza” ha dichiarato al Wall Street Journal l’ad Patuano aggiungendo che ”abbiamo bisogno di tornare a investire in Italia in infrastrutture”.
