Bocche cucite al termine della riunione, durata circa tre ore e mezza. L’unica comunicazione è stata affidata ad un breve comunicato in cui Telecom precisa che il cda ”ha proseguito l’esame del percorso operativo di fattibilità per la separazione della rete di accesso”, aggiornando i lavori a tra una settimana. Azionisti e membri del cda si sono dati così più tempo per studiare con attenzione le analisi prospettiche su Open Access e i bilanci proforma della newco. Anche se molto del futuro della nuova società dipenderà dalle decisioni regolatorie dell’Agcom. Una volta varato lo spin-off, l’Autorità dovrà infatti avviare le analisi di mercato e le consultazioni pubbliche per ridefinire la regolamentazione e i costi dell’accesso alla rete. Il valore di Open Access, che potrebbe essere compreso tra i 13 e i 16 miliardi di euro, dipenderà’ quindi molto dai prezzi di accesso o dalla remunerazione investimenti che l’Agcom definirà.
Con una decisione che ha pesato sul titolo in Borsa (-1,66%, comunque meglio del -3,06% di Piazza Affari), Standard & Poor’s ha intanto comunicato il taglio del rating del gruppo da BBB a BBB-, l’ultimo gradino prima del livello junk. L’agenzia prevede un ”continuo declino” dell’Ebitda di Telecom nel biennio 2013-2014, a causa della competizione sui prezzi nel mercato mobile domestico e del difficile contesto economico. L’outlook è invece rivisto al rialzo da negativo a stabile, grazie “all’adeguata liquidità e capacità” di ridurre il debito attraverso un ”robusto” cash flow.