Telecom prepara piano strategico. Mucchetti: “Tesoro al lavoro su riforma Opa”

Massimo Mucchetti (Foto Lapresse)

ROMA – Si apre una settimana calda per Telecom Italia. Mentre l’a.d Marco Patuano si prepara a presentare al cda di giovedì 7 novembre il suo primo piano strategico senza Franco Bernabè – cui seguirà il giorno dopo il cda di Telefonica con conference call dei vertici del socio forte spagnolo – sembra fare passi avanti la modifica alla legge sull’Opa, che proprio la prossima settimana potrebbe essere licenziata dal Tesoro. Il decreto legge modifica la soglia per le offerte pubbliche di acquisto.

A prevedere un’accelerazione sulla nuova normativa, il cui scopo è coinvolgere anche i piccoli azionisti nell’operazione obbligando in sostanza Telefonica a lanciare un’offerta pubblica alle stesse condizioni di quelle riservate ai soci di Telco, è il senatore Massimo Mucchetti, autore, insieme ad Altero Matteoli, di una mozione che impone al governo di intervenire: “Mi risulta che il ministero dell’Economia stia già scrivendo il provvedimento” per modificare le norme sull’Opa e “mi aspetto che sia varato la prossima settimana”, ha detto Mucchetti in un’intervista al Sole 24 Ore, dicendosi convinto che sia “impossibile che il Governo non dia corso a un impegno preso in commissione e poi in aula”.

Nei giorni scorsi, però, fonti di palazzo avevano escluso un provvedimento “a breve”. Il Governo sarebbe infatti al lavoro sul decreto, ma la discussione sarebbe ancora in corso, visto che l’intero dossier è tuttora oggetto di approfondimenti e difficilmente potrà arrivare al prossimo consiglio dei ministri.

In attesa di capire quali saranno le reali intenzioni del governo, Patuano e il suo management, che vede tra gli altri anche Pier Giorgio Peluso (il direttore finanziario figlio della ministra della Giustizia Anna Maria Cancellieri, finito in questi giorni al centro delle cronache per il suo passato incarico in Fonsai), danno le ultime limature al piano che presenteranno giovedì, insieme ai conti del terzo trimestre, e che illustreranno ai sindacati probabilmente il 19 novembre: i consiglieri saranno chiamati a valutare le strategie in merito alla riorganizzazione del business, alla valorizzazione del marchio Tim e del patrimonio immobiliare, alla situazione in America Latina (dopo il risultato brillante registrato in Argentina e quello meno buono del Brasile), allo scorporo della rete, su cui il cda dovrà necessariamente esprimersi, visto che sulla carta è ancora in piedi il vecchio progetto Bernabè, approvato a maggio e ribadito ad agosto.

Sullo sfondo c’è poi la questione del possibile aumento di capitale da 1,5-2 miliardi di euro su cui circolano da tempo indiscrezioni. Ma se tutto ciò non bastasse, il cda sarà probabilmente anche chiamato ad esprimersi sulla convocazione dell’assemblea, richiesta dal socio Marco Fossati: se i consiglieri accoglieranno la richiesta, scatteranno i 40 giorni di tempo previsti dalla legge per la definizione delle liste per il nuovo cda, e quindi non è escluso che i soci possano essere chiamati a riunirsi prima di Natale.

Published by
Daniela Lauria