Telecom in rosso di 4,7 mld nel 2011

MILANO, 29 MAR – Telecom fa pulizia nei conti, dopo le svalutazioni del primo semestre ripete l’impairment test sugli avviamenti delle attività domestiche portandoli a 7,3 miliardi di euro con una conseguente chiusura in profondo rosso del bilancio. La maxi perdita da 4,7 miliardi ”non ha impatti di natura finanziaria e non pregiudica – spiega Bernabe’ ricordando che ci sono riserve disponibili superiori ai 7 miliardi – il rispetto della dividend policy annunciata nel piano 2012-2014” ne’ il percorso di riduzione dell’ indebitamento. Viene cosi’ confermato il monte dividendi da 900 milioni (-23% rispetto ai 1.182 milioni del 2010) ovvero 4,3 centesimi di euro per le azioni ordinarie e 5,4 per le risparmio.

”I risultati industriali e gestionali sono migliorati e in parallelo – ha aggiunto – è continuato il processo di deleverage che ha consentito di ridurre il debito consolidato di un miliardo su base annua e di 5,5 miliardi da fine 2007″. I ricavi, già annunciati con l’esame preliminare dei conti, sono stati pari a 29.957 milioni di euro (+8,7%), il margine operativo lordo è stato pari a 12.246 milioni (+7,3%), il risultato operativo è negativo per 603 milioni e l’indebitamento e’ sceso a 30,4 miliardi. Per spiegare le svalutazioni (7.307 milioni di euro sul Domestic e 57 milioni di euro per i Media) Telecom chiama in causa il quadro macroeconomico, le tensioni recessive e quelle sui mercati finanziari con particolare riferimento all’andamento dei tassi di interesse. L’operating free cash flow è pari a 5.767 milioni di euro , e’ diminuita di 446 milioni di euro rispetto al 2010 per effetto dell’acquisto delle frequenze LTE (1.223 milioni di euro. Ma, unitamente all’incasso di 464 milioni di euro per le cessioni delle partecipazioni in EtecSA Cuba e Loquendo, e all’aumento di capitale di Tim Participaçäes (circa 240 milioni) ”ha ampiamente garantito la copertura dei fabbisogni derivanti dal pagamento dei dividendi, delle imposte, dell’acquisizione del controllo di due società del gruppo AES Atimus in Brasile e degli acquisti di azioni che hanno consentito nell’esercizio 2011 l’incremento dell’interessenza economica di Telecom Italia in Telecom Argentina dal 16,2% al 22,7 per cento” sottolinea la nota.

Novita’ in arrivo, anche se non a breve termine, sul fronte della governance con le quote rosa che entreranno stabilmente, e non solo per tre mandati come richiede per ora la legge, nei criteri di comoposizione del board e del collegio sindacale di Telecom. Il cda (dove ad oggi per la verita’ siede solo una donna, Lucia Calvosa) proporrà infatti all’assemblea del 15 maggio di modificare lo statuto e riservare cosi’ piu’ spazio alle donne (la legge chiede un quinto dei seggi nel primo mandato e un terzo nei due mandati successivi).

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Emiliano Condò