ROMA, 14 GIU – Si e' tenuto oggi il secondo incontro con i rappresentanti della societa' Cin relativo alle procedure per la privatizzazione di Tirrenia. Lo rende la Fit-Cisl, precisando che ''il confronto e' proseguito sulla scorta di una proposta avanzata dalla nuova compagine societaria''.
''La Cin, premesso che non aderisce ad alcuna organizzazione datoriale – spiega la Fit-Cisl in una nota – ha proposto l'immediata assunzione di tutti i marittimi di Tirrenia, compresi quelli in turno particolare e stagionali, con la garanzia retributiva uguale a quella sino ad oggi percepita, il mantenimento integrale di tutti gli occupati, in attesa di definire, entro i sei mesi successivi dal prossimo primo luglio, un nuovo organico assetto contrattuale''. Il Segretario Nazionale della Fit-Cisl, Beniamino Leone, ha ribadito con nettezza le posizioni della Federazione, a partire dal ''prolungamento oltre i due anni dell'obbligo di mantenere in servizio tutti i marittimi, a quello di una sostanziale continuita' contrattuale e dell'occupazione, che non pregiudichi in alcun modo i lavoratori, soprattutto in vista della riaffermata volonta' da parte dei nuovi armatori di recuperare ampie quote di mercato e di offrire maggiori servizi di migliore qualita', per attirare quella fetta cospicua di clientela che negli ultimi anni ha abbandonato Tirrenia''.
''La Fit-Cisl – prosegue la nota – ha chiesto che fosse presentata da parte di Cin una proposta formale sulla quale si riserva di esprimere un approfondito parere di merito. Molti restano i punti da chiarire e le reali prospettive. Solo una rigorosa analisi di tutte le ricadute sui lavoratori e sul servizio potra' dirci se finalmente si e' imboccata la strada giusta per una positiva conclusione della privatizzazione di Tirrenia''. La Fit-Cisl – conclude il Segretario Nazionale Beniamino Leone – richiama il senso di responsabilità della nuova proprietà e ribadisce la disponibilità del sindacato a trovare un accordo complessivo, che tuteli sotto ogni forma i lavoratori e offra crescenti possibilità di rilancio e sviluppo alla nuova Tirrenia, necessarie a garantire quelle linee di comunicazione che risultano vitali per aree già fragili del Paese.